L'Associazione nazionale magistrati (Anm) segnala la propria apertura verso una collaborazione costruttiva con il governo sulla riforma della giustizia italiana. Il segretario generale Rocco Maruotti ha dichiarato che l'organizzazione non rivendica vittorie politiche, ma rimane disponibile ad affrontare nuovamente i temi affrontati nel corso dell'incontro dello scorso 5 marzo presso Palazzo Chigi, dove erano stati individuati otto punti programmatici fondamentali.
Secondo Maruotti, la priorità dell'Anm rimane quella di lavorare fianco a fianco con il ministero della Giustizia e con gli ordini professionali degli avvocati per sviluppare le riforme strutturali indispensabili al miglioramento dell'efficienza dell'apparato giudiziario nazionale. Tra gli aspetti centrali del confronto figurano questioni tecniche cruciali come l'adeguamento delle dotazioni organiche negli uffici giudiziari e l'implementazione di nuovi sistemi informatici.
Il massimo rappresentante dell'Anm ha tenuto a precisare il ruolo dell'associazione nel dibattito pubblico nazionale, negando che essa agisca come soggetto politico vero e proprio. Maruotti ha sottolineato come l'organizzazione abbia sempre mantenuto una postura equilibrata quando si è trattato di intervenire su questioni attinenti il sistema giudiziario, evitando scontri diretti e approcci ideologici, come dimostrato anche durante il recente dibattito referendario sulla giustizia.
Questa dichiarazione rappresenta un segnale di disponibilità al dialogo dopo le recenti tensioni tra magistratura e governo su varie questioni riguardanti l'ordinamento giudiziario. L'Anm conferma così la sua intenzione di contribuire attivamente al miglioramento del sistema attraverso un confronto costruttivo piuttosto che attraverso scontri frontali.