La scomparsa di Paolo Cirino Pomicino, avvenuta sabato 21 marzo all'età di 86 anni, ha mobilitat0 il mondo politico italiano in una rara manifestazione di unità trasversale. La Basilica del Sacro Cuore Immacolato di Maria, ubicata nella centrale piazza Euclide a Roma, si è trasformata in un palcoscenico dove convivevano generazioni diverse della classe dirigente nazionale, tutte unanimi nel tributare il proprio rispetto a una delle figure più rappresentative della stagione democristiana.
Tra i volti più illustri che hanno raggiunto la basilica per l'ultimo saluto figurano il presidente della Camera Lorenzo Fontana, l'ex capo del governo Massimo D'Alema, l'esponente centrista Pier Ferdinando Casini e il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. La loro presenza simultanea rappresenta emblematicamente il riconoscimento trasversale del ruolo che Pomicino ha ricoperto nella vita della Repubblica, ben al di là delle divisioni partitiche contemporanee.
Accanto agli esponenti della vecchia guardia democristiana, si sono presentati anche rappresentanti della generazione successiva, tra cui il sindaco di Benevento Clemente Mastella, l'ex ministro dem Dario Franceschini, Lorenzo Cesa e Gianfranco Rotondi. Questa stratificazione generazionale nei cordoli funebri sottolinea come l'eredità politica di Cirino Pomicino attraversi decenni di storia italiana, collegando epoche e orientamenti diversi.
Notevole la partecipazione anche dell'ex magistrato Armando Spataro, testimonianza ulteriore di come la figura di Pomicino abbia segnato trasversalmente il panorama istituzionale del paese. L'assenza di polemiche e la partecipazione composta di schieramenti opposti suggerisce un momento di tregua nelle abituali contese politiche, dedicato al riconoscimento di un percorso pubblico particolarmente longevo e influente nella storia democratica italiana.