Nella chiesa parrocchiale di Borgo Santa Caterina a Bergamo si è svolta questa mattina la cerimonia funebre di Valentina Sarto, la donna di 41 anni brutalmente assassinata dal coniuge Vincenzo Dongellini la scorsa settimana all'interno della loro abitazione a Valtesse. Alla celebrazione hanno partecipato familiari, amici e la sindaca di Bergamo Elena Carnevali, che al termine della messa ha abbracciato la madre della vittima, Lia Ventura.

Don Pasquale Pezzoli, che ha celebrato la funzione, ha colto l'occasione per pronunciare un'omelia contro la violenza nelle relazioni. Il sacerdote ha sottolineato come il fenomeno tragico non inizi con gesti brutali, bensì con le parole, spesso considerate meno pericolose ma in realtà terreno fertile per comportamenti violenti. "Chi ricorre alla violenza e al controllo rivela una profonda fragilità interiore", ha affermato don Pezzoli, definendo questa dinamica relazionale una "grave malattia" caratterizzata da un amore distorto.

Secondo il religioso, l'amore autentico si distingue dal possesso e dal controllo: concedere spazio, favorire la crescita e rispettare la libertà dell'altro sono i veri segni di affetto genuino. "Amare non significa dominare o eliminare chi non si piega alle nostre volontà", ha precisato durante la predica, con un chiaro riferimento alla natura del femminicidio consumato.

Durante la cerimonia, due amiche strette di Valentina hanno letto una toccante lettera dall'altare, descrivendo la donna come una persona ricca di speranze e dotata di grande capacità di sorridere nonostante affrontasse una situazione domestica insostenibile. "Piccola farfalla, ora vola libera senza il peso che portavi nel cuore", hanno concluso le amiche, riconoscendo implicitamente la sofferenza che Valentina aveva nascosto agli occhi del mondo esterno.