Ricky Farina, filmmaker e aforista, ha deciso di mettersi al servizio della democrazia come segretario di sezione durante il referendum costituzionale dello scorso 24 marzo. Un'esperienza che lo ha sorpreso così profondamente da proporla come pratica salutare per tutti i cittadini: dedicare almeno quarantotto ore all'anno al funzionamento degli scrutini.

Accanto al presidente Marco Biffi, descritto come un uomo dall'eleganza discreta e dalla spiccata gentilezza, Farina ha condiviso lo spoglio con una squadra composita di giovani. C'era Emma, laureata in matematica che ancora gusta una colazione con il Nesquik, Marta, studentessa di medicina che ha già assistito a tre autopsie, e Jacopo, ingegnere elettronico dagli occhi azzurri che nutre passioni per lo sci in Georgia e l'esplorazione delle Filippine. Proprio Jacopo ha regalato a Farina un aneddoto rivelatrice: durante un viaggio nelle isole asiatiche, dopo aver offerto un passaggio in motorino a una ragazza locale, è rimasto sorpreso nel sentirsi chiedere duecento pesos come compenso.

Ma quello che ha colpito maggiormente Farina è stata l'atmosfera che si respira nei seggi. Italiani che nel traffico stradale si scambiano gesti scortesi, ma che davanti all'urna ritrovano una solennità quasi sacra, trasformandosi in cittadini consapevoli del peso del loro voto. Un momento in cui le ciance si fermano e la parola passa ai popolo. In un'altra sezione, qualcuno aveva addirittura organizzato una sorpresa: una piccola torta con candeline per un giovane che compiva gli anni proprio nel giorno della votazione.

Il referendum in questione riguardava la riforma della magistratura proposta dal governo di centrodestra, comunemente conosciuta come riforma Nordio. Secondo Farina, furono proprio i giovani a salvare l'Italia da quello che definisce un lento colpo di stato costituzionale. Gli italiani hanno risposto con un chiaro monosillabo: no. Un no alla modifica della Costituzione antifascista, un no alle mani di un esecutivo di destra sulla struttura fondamentale dello Stato.