Il naufragio della riforma costituzionale sulla Giustizia non ha definitivamente sepellito l'agenda legislativa del settore, ma ha lasciato in sospeso una serie di provvedimenti che rimangono bloccati tra le Aule parlamentari. Secondo quanto dichiarato dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, queste iniziative non rappresentano più materia esclusivamente governativa: saranno quindi i deputati e i senatori a decidere se, come e quando farle progredire verso l'approvazione finale.
Il primo dossier riguarda i criteri di priorità nell'esercizio dell'azione penale, un tema particolarmente caro a Forza Italia. Il disegno di legge, firmato dai senatori Pierantonio Zanettin e Erika Stefani rispettivamente di Forza Italia e della Lega, è già stato depositato in Commissione Giustizia. L'obiettivo è affrontare quella che l'esecutivo considera una frammentazione nelle scelte investigative tra le diverse procure italiane: l'intento sarebbe omogeneizzare i criteri di priorità nei procedimenti penali su scala nazionale, garantendo così un trattamento più uniforme su tutto il territorio.
Altrettanto rilevante è la questione della prescrizione, già approvata dalla Camera e ferma al Senato. La riforma intende modificare le regole introdotte dalla precedente riforma Cartabia, prevedendo l'eliminazione dell'improcedibilità e l'introduzione di una sospensione condizionata. In concreto, la prescrizione verrebbe sospesa per ventiquattro mesi dopo una condanna in primo grado e per dodici mesi successivamente a un verdetto d'appello. Un altro provvedimento interessante riguarda il sequestro degli smartphone durante le indagini preliminari. Il testo Zanettin-Bongiorno, già votato al Senato (con l'astensione del Pd e il voto contrario del Movimento Cinque Stelle), giace ora alla Camera. La norma prevede che solo il giudice per le indagini preliminari possa autorizzare il sequestro, non più il pubblico ministero da solo, e tutela il diritto di difesa garantendo il contraddittorio sull'acquisizione dei dati forensi, limitati ai soli elementi rilevanti per il caso.
Infine, rimane in primo piano il piano complessivo di edilizia carceraria e riforma del sistema detentivo. Tra gli obiettivi governativi figura il completamento dei lavori strutturali negli istituti penitenziari, un progetto già avviato ma non ancora concluso. In aggiunta, la discussione tocca anche la possibilità di ridurre il ricorso alla custodia preventiva, una delle questioni più dibattute nel dibattito sulla rieducazione in carcere. Questi provvedimenti rappresentano il residuo dell'agenda riformatrice sulla Giustizia dopo il fallimento della legge costituzionale sottoposta a referendum popolare.