Il Ministero della trasformazione digitale tedesco ha varato una decisione destinata a fare scuola: d'ora in poi, tutte le pubbliche amministrazioni dovranno adottare esclusivamente il formato ODF (Open Document Format) per la gestione dei documenti, abbandonando i formati proprietari di Microsoft Office. Una mossa che rappresenta un cambio di paradigma nella gestione digitale della sovranità amministrativa.

La scelta tedesca non è casuale. The Document Foundation, l'organizzazione internazionale che sviluppa LibreOffice e promuove gli standard aperti, ha colto l'occasione per sollecitare gli altri paesi europei a seguire il medesimo percorso. L'appello è chiaro: i vantaggi dell'ODF sono ormai consolidati e comprovati, non servono altre giustificazioni per fare il salto.

Qu anto ai benefici concreti, l'ODF garantisce innanzitutto l'interoperabilità totale tra piattaforme diverse, permettendo la lettura e la modifica dei documenti senza alterarne il contenuto, indipendentemente dal software utilizzato. Inoltre, elimina il fenomeno del "vendor lock-in", ovvero quella situazione in cui un'organizzazione rimane intrappolata a usare i prodotti di un'unica azienda. Infine, chi sceglie soluzioni open source come LibreOffice azzerebbe completamente i costi di licenza, con risparmi significativi per i bilanci pubblici.

L'Europa non parte da zero. La Francia e il Regno Unito hanno già reso obbligatorio l'ODF nelle loro amministrazioni; Paesi Bassi, Svezia, Norvegia e Danimarca lo raccomandano con forza. Anche l'Italia, tramite le linee guida sull'Amministrazione Digitale emanate da AgID nel 2023, riconosce gli standard aperti come modello da seguire, pur senza renderli vincolanti. La realtà, tuttavia, racconta che la maggior parte delle pubbliche amministrazioni italiane continua a ignorare questa indicazione.

Secondo The Document Foundation, gli ostacoli tecnici ormai non esistono più: l'ODF è un formato maturo e robusto, utilizzato con successo in amministrazioni pubbliche di tutto il mondo da anni. La scelta di restare con Microsoft Office è dunque, per usare le parole dell'organizzazione, una decisione di natura prevalentemente politica. A favore della transizione gioca anche il quadro normativo europeo: l'European Interoperability Framework, il Cyber Resilience Act, la direttiva NIS2 e il Digital Operational Resilience Act puntano tutti verso l'adozione di formati e standard aperti.

Ora la palla passa agli altri governi europei. La Germania ha gettato il guanto in tavola; resta da vedere quanti altri paesi avranno il coraggio di seguire, contrastando gli interessi consolidati dell'industria del software proprietario.