Carlo Calenda non risparmia critiche al governo sulla gestione della crisi che ha travolto il Ministero della Giustizia. Intervenendo in piazza Montecitorio il 24 marzo 2026, il leader di Azione ha commentato le dimissioni del sottosegretario Delmastro e del capo gabinetto Bartolozzi, definendole come un passo arrivato con eccessivo ritardo rispetto ai tempi in cui sarebbero dovute avvenire.

Secondo Calenda, le dimissioni rappresentano un segnale insufficiente della volontà dell'esecutivo di affrontare le responsabilità emerse. Il politico ha sottolineato come il governo avrebbe dovuto muoversi con maggiore tempestività nel valutare la situazione e assumere decisioni conseguenti, evitando così di prolungare una situazione già compromessa agli occhi dell'opinione pubblica.

Ma non si ferma qui la provocazione dell'esponente dell'opposizione. Calenda allunga il dito verso altri nomi ritenuti centrali nella questione: ha infatti indicato Adolfo Urso e Daniela Santanchè come i prossimi candidati naturali alle dimissioni, alimentando il dibattito su una presunta responsabilità allargata all'interno della compagine ministeriale. Una mossa che accresce la pressione politica già consistente intorno all'amministrazione Meloni.

Le dichiarazioni di Calenda si inseriscono in un momento di tensione all'interno dell'esecutivo, segnato da dimissioni e scossoni che potrebbero preannunciare ulteriori cambiamenti nella struttura governativa. L'opinione dell'esponente di Azione rappresenta una delle voci critiche più forti provenienti dall'opposizione sulla gestione di questa crisi istituzionale.