Giorgia Meloni ha ufficialmente chiesto al ministro del Turismo Daniela Santanché di dimettersi, equiparando la richiesta alle scelte già compiute da altri due membri del governo. La comunicazione è arrivata attraverso una nota ufficiale del Palazzo Chigi, dove la presidente del Consiglio ha esplicitamente auspicato che Santanché abbracci la medesima "sensibilità istituzionale" dimostrata da altri colleghi.
A fare da precedenti sono stati il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e il capo di gabinetto Giusi Bartolozzi, entrambi hanno deciso di rimettere i loro incarichi nei giorni scorsi. La premier ha colto l'occasione per ringraziare pubblicamente i due per il lavoro svolto "con dedizione" durante il loro mandato, creando così un parallelo diretto con la situazione di Santanché.
La mossa rappresenta una frattura palese all'interno dell'esecutivo, con Meloni che non ricorre a comunicazioni private ma sceglie la trasparenza di una dichiarazione ufficiale dal palazzo del potere. Il gesto, benché formulato con linguaggio diplomatico, costituisce di fatto un ultimatum pubblico nei confronti della ministra, costringendola a una scelta immediata tra l'adeguarsi alle aspettative o resistere alle pressioni della leadership governativa.
Sebbene la nota non specifichi le ragioni sottostanti a questa richiesta, il contesto suggerisce problematiche personali o amministrative che Meloni ritiene incompatibili con la permanenza di Santanché nell'incarico. La premier opta per una soluzione che mantiene apparenze di ordine istituzionale, presentando le dimissioni non come imposizioni ma come atti di responsabilità personale, sul modello già seguito dai colleghi usciti di scena.