Una tempesta perfetta ha travolto i vertici del ministero della Giustizia, costringendo alle dimissioni il capo di gabinetto Bartolozzi e il sottosegretario Delmastro. Il cedimento della struttura non è frutto di un singolo evento, ma l'accumulo di una serie di problematiche giudiziarie e conflittualità interne che hanno minato la stabilità dell'istituzione negli ultimi mesi. La sconfitta subita al referendum sulla riforma della giustizia rappresenta il colpo finale su un vaso ormai stracolmo di difficoltà.
Al centro della bufera che ha travolto Delmastro ci sono le indagini relative a rapporti commerciali con la famiglia Caroccia, nota per legami con l'organizzazione camorristico-mafiosa dei Senese. Il sottosegretario avrebbe detenuto quote della società 'Le 5 Forchette', una struttura societaria legata a un ristorante romano che attualmente è sottoposta a scrutinio da parte della Direzione distrettuale antimafia. Le indagini riguardano possibili violazioni come il riciclaggio e l'intestazione fittizia di beni. Mauro Caroccia, attualmente in custodia nel sistema carcerario per scontare una condanna di quattro anni, e sua figlia, una diciannove enne che figura come azionista della società, sono al centro dell'inchiesta della Procura di Roma. La Guardia di Finanza sta approfondendo l'origine dei fondi utilizzati dalla famiglia per gli investimenti nel ristorante e le modalità con cui è stato stabilito il primo contatto con Delmastro, il quale frequentava il locale fino a gennaio scorso.
Altre problematiche legali pendono sulla testa dell'ex sottosegretario. A fine aprile dovrà presentarsi in Corte d'Appello per rispondere dell'accusa di divulgazione di segreti d'ufficio, relativa al caso dell'anarchico Alfredo Cospito. In primo grado ha ricevuto una condanna a otto mesi. La vicenda trae origine da dichiarazioni rese in Parlamento nel febbraio 2023 dal collega di partito Giovanni Donzelli, vicepresidente della commissione parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Donzelli aveva riferito dettagli di conversazioni udite durante l'ora d'aria nel carcere di Sassari tra Cospito e altri detenuti affiliati a organizzazioni malavitose, informazioni ricevute proprio da Delmastro quando ricopriva la delega ai servizi penitenziari.
Lo scandalo che ha investito il ministero non si limita al solo Delmastro. Un episodio precedente ha coinvolto il parlamentare Emanuele Pozzolo, condannato a un anno e tre mesi per spari esplosi durante una festa di Capodanno nel 2024. Questi fatti, uniti alle tensioni amministrative interne che hanno determinato l'allontanamento di numerosi dirigenti, hanno progressivamente eroso la credibilità dell'ufficio. La comunicazione poco misurata da parte dei vertici, con dichiarazioni spesso oltraggiose, ha ulteriormente alimentato il clima di conflittualità. Le inchieste parallele condotte da più procure hanno creato un ambiente di sospetto permanente all'interno della struttura ministeriale, accelerando il processo che ha portato all'attuale crisi di governo.