Una giornata convulsa ha scosso il governo Meloni nel pomeriggio di martedì 24 marzo, all'indomani della sconfitta referendaria. In rapida successione, due figure di rilievo hanno rassegnato le proprie dimissioni: il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto dello stesso ministero. Una situazione che ha innescato un effetto domino all'interno dell'esecutivo, creando incertezza e instabilità proprio quando il governo avrebbe avuto bisogno di stabilità.

Andrea Delmastro ha incontrato il ministro della Giustizia Carlo Nordio in via Arenula, dove ha comunicato le proprie irrevocabili dimissioni. Nel comunicato ufficiale, Delmastro ha riconosciuto una "leggerezza" commessa, specificando di aver subito provveduto a rimediare una volta resa consapevole della situazione. Pur dichiarando di non aver agito in modo scorretto e ribadendo il suo impegno storico nella lotta alla criminalità, ha deciso di assumersi la responsabilità politica del suo operato, rimettendo il mandato "nell'interesse della nazione". Poche ore dopo, anche Bartolozzi ha seguito lo stesso percorso, lasciando il proprio incarico.

La premier Giorgia Meloni ha subito espresso "apprezzamento" per la scelta dei due dimissionari, lodandone la dedizione al lavoro svolto fino a quel momento. Tuttavia, la vera sorpresa è arrivata nella medesima nota ufficiale di Palazzo Chigi, dove Meloni ha esplicitamente "auspicato" che la ministra del Turismo Daniela Santanchè adottasse una decisione analoga, invocando ragioni di "sensibilità istituzionale". Si trattava di un chiaro ultimatum, seppur formulato con linguaggio diplomatico.

Santanchè, tuttavia, ha dimostrato di voler resistere alle pressioni. Dal suo ministero erano già giunte smentite decise rispetto alle voci circolate nel pomeriggio su un possibile dietrofront. La ministra non ha intenzione di dimettersi, almeno per il momento, creando così uno scontro diretto con il vertice dell'esecutivo. Le prossime ore saranno cruciali per comprendere se Meloni riuscirà a forzare la mano o se Santanchè riuscirà a mantener saldo il proprio posto.

La situazione di Santanchè rimane particolarmente delicata anche per questioni giudiziarie. La ministra del Turismo è infatti indagata dalla procura di Milano per bancarotta nel contesto del fallimento di Bioera Spa, società di cui è stata presidente. Questo elemento aggiunge un ulteriore strato di complessità alla vicenda, rendendo ancora più pressante la richiesta della premier di un allontanamento volontario. La crisi di governo, innescata dalla sconfitta referendaria, continua dunque a svilupparsi con effetti potenzialmente destabilizzanti per l'intera amministrazione.