L'ex Presidente del Consiglio Romano Prodi torna a commentare la situazione politica nazionale con una prognosi pessimista sull'attuale esecutivo. Secondo l'ex leader dell'Unione, l'amministrazione in carica non avrà bisogno di interventi esterni per implodere, ma procederà verso l'auto-dissoluzione per dinamiche interne.
Nella sua analisi, Prodi affronta anche la questione degli strumenti di democrazia diretta, come i gazebo, utilizzati tradizionalmente per raccogliere firme e consensi. L'ex Premier sostiene che tale pratica possa essere legittima, ma ritiene che non sia questo il momento appropriato per utilizzarla, suggerendo una valutazione più cauta dei tempi e delle modalità.
Un capitolo significativo della critica di Prodi riguarda la gestione della campagna referendaria da parte della Meloni. Secondo l'ex Presidente, la scelta della premier di comparire personalmente in programmi televisivi e nei messaggi pubblicitari ha rappresentato un autogol tattico. Ogni intervento pubblico della Meloni avrebbe infatti prodotto l'effetto contrario rispetto a quello desiderato, erodendo il supporto al fronte del Sì anziché consolidarlo.
Le osservazioni di Prodi si inseriscono in un dibattito più ampio sulla tenuta dell'attuale governo e sulle strategie adottate dalle forze politiche su questioni istituzionali di rilievo. L'analisi dell'ex leader della coalizione di centrosinistra suggerisce una valutazione critica sia della solidità dell'esecutivo che delle scelte comunicative dei suoi rappresentanti.