Il distretto dello shopping di lusso milanese vive una crescita straordinaria ma contraddittoria. Nel 2025 il quadrilatero della moda ha attirato 13,6 milioni di visitatori unici, segnando un incremento del 6,8% rispetto all'anno precedente e del 33% confrontato con il periodo pre-pandemico. Tuttavia, dietro questi numeri trionfali si nasconde una frattura: mentre i turisti stranieri hanno registrato un exploit impressionante con 1,4 milioni di presenze (+74% annuo), i visitatori italiani hanno subito una contrazione preoccupante.
Secondo i dati dell'Osservatorio District Analytics di Deloitte, che monitora costantemente il traffico nella zona, la nazionalità predominante tra gli ospiti internazionali rimane quella americana, con l'11% del totale, seguita dai francesi (10%), britannici (9%) e svizzeri (8%). La distribuzione geografica dei flussi denota una destagionalizzazione marcata, con settimane che superano regolarmente i 250mila visitatori. Il picco massimo coincide con la Design Week, quando la settimana inaugurale del Salone raggiunge i 319mila presenze, di cui oltre 71mila provenienti dall'estero.
Gli ultimi Giochi olimpici invernali hanno indubbiamente accelerato questa tendenza positiva verso l'estero. Fiorenza Lipparini, direttore generale di Milano & Partners, evidenzia come il 2026 rappresenti uno spartiacque: ai 4,5 milioni di turisti d'affari si sono aggiunti altri 4,5 milioni di visitatori leisure, con le cerimonie che hanno raggiunto 22 milioni di spettatori globali. L'effetto olimpico continuerà a generare nuovi arrivi nei prossimi 18 mesi, sfruttando la visibilità internazionale conquistata.
Ma non tutti celebrano con entusiasmo. Guglielmo Miani, presidente dell'associazione MonteNapoleone district che raggruppa oltre 140 brand globali di lusso distribuiti nelle vie storiche del quadrilatero e negli hotel a cinque stelle partner, ha denunciato pubblicamente il calo delle presenze italiane. Nel suo mirino la zona a traffico limitato, che a suo dire rappresenterebbe il principale freno agli accessi dei visitatori domestici. "Le restrizioni di circolazione hanno impattato negativamente sui flussi nazionali" ha dichiarato Miani, aggiungendo che sono già in corso consultazioni con l'amministrazione comunale per modificare le attuali limitazioni.
Dall'ufficio del Comune confermano l'esistenza di un incontro informale con i rappresentanti del distretto, ma non forniscono dettagli su possibili cambiamenti normativi. La posizione dell'amministrazione rimane vaga, lasciando irrisolto lo scontro tra l'esigenza di tutelare la mobilità urbana e quella di non penalizzare le attività commerciali di eccellenza. Nel frattempo, i numeri globali continuano a sorridere a Milano, anche se il sorriso degli italiani appare sempre più offuscato.