Una lunga battaglia giudiziaria conclusa con una vittoria che cambierà i diritti civili in Italia. Raffaella Brogi, magistrata cinquantacinquenne originaria di Siena, è diventata il volto di una rivoluzione nel diritto di famiglia: grazie al suo ricorso, la Corte Costituzionale ha eliminato il divieto che impediva ai single di adottare minori stranieri, sia uomini che donne. Un percorso iniziato nel 2019 con il primo ricorso presso il Tribunale dei minori di Firenze, conclusosi solo dopo anni di determinazione e speranza.

«Questa battaglia l'ha combattuta la mamma, non la giurista», ha dichiarato Brogi al quotidiano La Stampa, spiegando come la sua motivazione personale abbia superato gli aspetti prettamente legali della vicenda. «Non volevo vincere una causa, volevo essere mamma». Sette anni che avrebbero potuto logorare chiunque, ma la prospettiva di realizzare il suo desiderio di maternità le ha dato la forza di continuare. Oggi, a distanza di un anno dalla sentenza della Corte Costituzionale, la magistrata è tra le prime persone a poter concretizzare un'adozione internazionale.

La scelta di Brogi è stata consapevole fin dall'inizio: ha deciso di accogliere una bambina più grande, di circa dieci anni, piuttosto che un neonato. «Ogni bambino porta con sé una storia», ha spiegato, sottolineando l'importanza di rispettare determinati requisiti di età e soprattutto di riconoscere il diritto alla famiglia anche ai minori più grandi. I tempi delle procedure stanno per concludersi: ha ottenuto il decreto di idoneità lo scorso maggio, a marzo la Commissione per le adozioni internazionali ha autorizzato la prosecuzione, e ora rimane solo l'ultimo step, l'emissione dell'ordine di adozione da parte del Paese estero.

Ma Brogi invita alla realtà e alla pazienza: le adozioni internazionali rimangono procedimenti complessi, con tempistiche variabili secondo il Paese di origine del minore e i vari attori istituzionali coinvolti. Per i bambini più piccoli, tra zero e tre anni, l'attesa può estendersi fino a tre anni. Inoltre, ha evidenziato come molti tribunali abbiano aggiornato i moduli per le richieste di single solo diversi mesi dopo la sentenza della Consulta, dimostrando come il sistema sia ancora in fase di assestamento.

Secondo i dati della rivista Vita, fino ad oggi sarebbero state 195 le domande di adozione internazionale presentate da single. Un numero significativo che testimonia quanto fosse sentita l'esigenza di cambiare una norma considerata discriminatoria. La sentenza della Corte Costituzionale rappresenta un momento storico per il riconoscimento dei diritti civili: quella che per Raffaella Brogi era una battaglia personale si è trasformata in un precedente che apre le porte a migliaia di persone che desiderano diventare genitori.