La Procura di Milano sta per chiudere le indagini sulla bancarotta fraudolenta che coinvolge la ministra del Turismo Daniela Santanchè e altri ex vertici aziendali del gruppo Bioera-Ki Group. Secondo le ricostruzioni investigative, il provvedimento conclusivo dovrebbe arrivare entro un paio di mesi, comunque prima della pausa estiva di agosto, dopo che il premier Giorgia Meloni ha già invitato Santanchè alle dimissioni.
A fare da volano per l'accelerazione è l'atteso deposito della relazione del curatore fallimentare della Ki Group Holding, previsto entro fine aprile. Questa è la terza società del gruppo finita in liquidazione giudiziale, dichiarata il 5 giugno 2025. Nel fascicolo relativo a questa nuova tranche fallimentare, la senatrice di Fratelli d'Italia rischia di ricevere una nuova contestazione di bancarotta, che si aggiungerebbe alle accuse già pendenti per i crac precedenti di Ki Group e Bioera.
I magistrati della Procura diretta da Marcello Viola, coadiuvati dal procuratore aggiunto Roberto Pellicano e dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà, stanno coordinando l'inchiesta insieme agli investigatori del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza. L'obiettivo è riunire tutti gli accertamenti sui tre filoni investigativi per arrivare a un'unica chiusura delle indagini, propedeutica a una possibile richiesta di rinvio a giudizio. Le imputazioni interesseranno tutti gli ex amministratori coinvolti, compresa la ministra.
La posizione di Santanchè rimane complicata anche su altri fronti giudiziari. È già imputata a Milano nel processo per il presunto falso in bilancio riguardante Visibilia, il gruppo editoriale da lei fondato anni fa. Un altro fronte ancora bloccato riguarda l'udienza preliminare relativa alla presunta truffa aggravata all'Inps per la cassa integrazione nel periodo della pandemia Covid: il procedimento è attualmente congelato in attesa di una decisione della Corte Costituzionale su una questione di utilizzabilità di alcuni atti investigativi.