Settant'anni di ponte tra culture e continenti: Intercultura sceglie la Sala conferenze internazionali della Farnesina per celebrare questo importante traguardo nel corso di una mattinata ricca di testimonianze e approfondimenti. L'evento di venerdì 27 marzo, intitolato 'Parole che uniscono. Intercultura in dialogo col mondo', rappresenta il momento conclusivo di un anno dedicato a ripercorrere sette decadi di scambi scolastici internazionali e di costruzione di relazioni fondate sul confronto pacifico tra civiltà diverse.

I lavori si apriranno con gli interventi istituzionali di Giulia Campeggio del ministero degli Esteri, della presidente di Intercultura Odv Grazia Maria Bartucci e di Ernesto Rey Moreno, numero uno di Afs Intercultural Programs. La sessione centrale della giornata sarà dedicata alla presentazione della ricerca Ipsos Doxa denominata 'Il valore dell'Italia nel mondo', elaborata da Nando Pagnoncelli. I dati riveleranno come gli italiani vedano nella creatività e nella ricchezza culturale i pilastri fondamentali dell'identità nazionale, pur evidenziando l'urgenza di educare generazioni capaci di orientarsi con consapevolezza nei complessi scenari globali senza recidere il legame con le proprie radici.

Una tavola rotonda animata dalla giornalista Maria Concetta Mattei affiancherà la presentazione dello studio. Attorno al tavolo siederanno la costituzionalista Carla Bassu, l'imprenditrice Camilla Lunelli e il giovane regista Alberto Palmiero, che porterà la sua prospettiva creativa sul ruolo del cinema nel superare i confini fisici e mentali. Non mancheranno le voci dirette dei ragazzi che hanno partecipato ai programmi di Intercultura, veri e propri testimoni di come l'incontro autentico tra popoli possa generare percorsi di pace anche nelle situazioni più complicate.

I numeri del sondaggio Ipsos Doxa parlano chiaro: coloro che hanno vissuto un'esperienza internazionale attraverso Intercultura manifestano un senso di appartenenza all'Italia significativamente più forte rispetto alla media nazionale, raggiungendo l'84 per cento, contemporaneamente sentendosi cittadini del mondo con percentuali del 94 per cento. La ricerca dimostra come la mobilità studentesca non sia soltanto un strumento di crescita personale, ma un moltiplicatore di soft power per il nostro Paese, capace di trasformare i giovani in veri e propri ambasciatori dello stile di vita italiano all'estero.

Andrea Franzoi, segretario generale di Intercultura Odv, ha commentato così il significato di questo anniversario: 'Non rappresenta semplicemente un punto di arrivo, ma il punto di partenza per una missione sempre più improcrastinabile: dotare i ragazzi degli strumenti necessari per affrontare la complessità del nostro tempo. Dinanzi a un pianeta instabile e frammentato, la nostra risposta rimane concreta e radicata nel dialogo. Questo nuovo ciclo trasforma i nostri principi storici in iniziative innovative, costruendo ponti di pace grazie all'educazione verso una cittadinanza consapevolmente globale'.