Paolo Borchia, rappresentante della Lega presso il Parlamento europeo, ha lanciato una critica decisa al sistema europeo del commercio di emissioni nel corso di una conferenza stampa. Secondo il politico leghista, il modello degli Ets (Emission Trading System) risulta eccessivamente rigido e complesso, tanto da non trovare equivalenti in nessun'altra parte del pianeta. Una posizione che si traduce in una proposta concreta: sospendere temporaneamente il meccanismo per poi rivalutarlo dopo cinque anni.
Borchia ha enfatizzato quanto questa scelta rappresenterebbe una risposta forte alle difficoltà strutturali del sistema attuale. Ha sottolineato come l'Europa mostri una sensibilità eccessiva di fronte alle crisi economiche, mentre i prezzi dell'energia continuano a subire oscillazioni significative. Secondo il capodelegazione leghista, è necessario un «bagno di realismo» che permetta di riconsiderare un impianto normativo così severo e complesso.
Al cuore della preoccupazione c'è la questione della competitività industriale europea. Borchia ha evidenziato l'incoerenza di una posizione normativa che, paradossalmente, non favorisce le imprese e le industrie del continente. «Non possiamo parlare di competitività globale se siamo noi stessi a rendere difficile la vita alle nostre aziende dal punto di vista normativo», ha dichiarato il politico.
Nella stessa occasione, Borchia ha commentato anche la decisione relativa alla nuova sede dell'Agenzia europea per le dogane. La scelta è caduta su Lille, in Francia, a discapito della candidatura italiana di Roma. Il rappresentante della Lega ha espresso disappunto per l'esito, riconoscendo che Roma aveva presentato una proposta solida supportata da un lavoro importante. Ha inoltre ammesso che il risultato è stato più complicato del previsto, anche considerando il coinvolgimento diretto che il suo gruppo ha avuto nelle trattative.