Il governo messicano ha deciso di alzare il tono della protesta diplomatica nei confronti degli Stati Uniti a causa della morte di 13 cittadini messicani mentre si trovavano sotto il controllo dell'Ice, l'agenzia federale americana responsabile dell'applicazione delle leggi sull'immigrazione. La questione è stata affrontata oggi dal ministro degli Esteri Juan Ramón de la Fuente in una conferenza stampa, dove ha definito queste morti come "inaccettabili" per la dignità e i diritti dei connazionali.
Il responsabile della diplomazia messicana ha sottolineato che Città del Messico non è rimasta passiva di fronte a questi eventi: ben 14 note diplomatiche sono già state inviate alle autorità statunitensi per manifestare ufficialmente la preoccupazione e sollevare contestazioni sulle circostanze che hanno portato a questi decessi. De la Fuente ha voluto fare chiarezza sulle cause specifiche delle 13 morti, rivelando i risultati degli esami forensi che sono stati completati. Secondo questi accertamenti, sei persone sono decedute per complicazioni di natura medica, quattro hanno posto fine alla propria vita con il suicidio, due hanno perso la vita durante operazioni condotte dall'Ice, mentre una vittima è morta nel corso di un attacco armato perpetrato da un individuo contro una struttura dell'agenzia situata a Dallas.
I numeri complessivi dipingono un quadro preoccupante delle operazioni di contrasto all'immigrazione irregolare condotte dagli Stati Uniti nei confronti dei cittadini messicani. Dall'insediamento dell'amministrazione Biden, precisamente dal 20 gennaio fino ad oggi, il governo americano ha proceduto all'arresto di oltre 177mila messicani. Di questi, un numero significativo rimane ancora nelle prigioni americane: attualmente sono 13.722 i detenuti messicani che continuano a rimanere dietro le sbarre esclusivamente a causa del loro status irregolare dal punto di vista migratorio, senza che ciò sia legato a reati comuni.
La questione rappresenta un punto di frizione sempre più rilevante tra i due paesi, particolarmente sensibile considerando i profondi legami storici, culturali ed economici che uniscono Messico e Stati Uniti. Città del Messico, da parte sua, continua a monitore attentamente le condizioni di detenzione dei propri cittadini e si riserva di intensificare ulteriormente le azioni diplomatiche qualora le preoccupazioni espresse non ricevano risposte adeguate dalle autorità statunitensi.