Daniela Santanchè ha deciso di lasciare il ministero del Turismo. La comunicazione è avvenuta attraverso una lettera indirizzata direttamente alla premier Giorgia Meloni, nella quale la ministra ha formalizzato le proprie dimissioni dal governo. Nel testo, Santanchè sottolinea di aver svolto l'incarico "al meglio delle proprie possibilità" e rimarca che il suo certificato penale rimane "immacolato", precisando inoltre che relativamente alla vicenda della cassa integrazione non esiste nemmeno un rinvio a giudizio.

La pressione sul governo per ottenere il passo indietro della ministra era aumentata sensibilmente nelle ultime settimane. Meloni stessa aveva auspicato pubblicamente le dimissioni di Santanchè, invocando motivi legati alla sensibilità istituzionale, soprattutto in seguito all'esito negativo del referendum e alla luce delle indagini della Procura di Milano che riguardano alcune società precedentemente appartenenti alla ministra. Inizialmente Santanchè aveva resistito a queste pressioni, ma ha infine deciso di accogliere la richiesta della premier.

Nella sua lettera di commiato, Santanchè ha voluto marcare una distinzione tra la propria situazione e quella di altri membri del governo che si erano trovati in analoghe circostanze, riferendosi in particolare al caso dell'On. Delmastro. Ha inoltre evidenziato di preferire mantenere intatti i rapporti personali e politici con Meloni, affermando "tengo di più alla nostra amicizia e al futuro del nostro movimento". La ministra ha concluso esprimendo una certa amarezza, pur manifestando la disponibilità ad "obbedire" alle indicazioni ricevute.

La decisione di Santanchè anticipa il voto in aula della Camera sulla mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni, che sarebbe dovuto iniziare a partire da lunedì. L'inchiesta della Procura di Milano riguardante la bancarotta fraudolenta su tre società del Bioera-Ki Group, il suo gruppo aziendale nel settore del biofood, dovrebbe concludersi entro il prossimo bimestre, comunque prima della pausa estiva d'agosto. La vicenda aveva già messo a dura prova la stabilità del governo durante questi ultimi mesi, con continue critiche dall'opposizione e crescenti dubbi anche all'interno della maggioranza sulla permanenza della ministra nel suo incarico.