Gli eurodeputati del gruppo Ecr (Conservatori e Riformisti europei), che include Fratelli d'Italia, hanno inviato una comunicazione ufficiale alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen per sollecitare controlli rigorosi sulla destinazione di 1,6 miliardi di euro stanziati come aiuti alla Palestina. Nella lettera firmata dai co-presidenti Nicola Procaccini e Patryk Jaki, i conservatori europei esprimono dubbi significativi sulla gestione dei fondi e chiedono garanzie verificabili prima che il denaro venga effettivamente erogato.

Stando a quanto sottoscritto tra l'Ue e l'Autorità Palestinese nel luglio 2024, gli aiuti dovrebbero essere vincolati al rispetto di specifiche condizioni, tra cui l'impegno a non finanziare entità colpite da sanzioni europee e l'adozione di riforme sulla trasparenza amministrativa e la lotta alla corruzione. Il nodo critico riguarda il cosiddetto sistema "pay-to-slay": una pratica che prevede l'erogazione di compensi economici ai detenuti per atti di terrorismo e ai familiari di attentatori deceduti.

Secondo quanto ribadito da Ecr, la Commissione europea ha pubblicamente affermato che l'Autorità Palestinese avrebbe interrotto questo meccanismo di incentivi. Tuttavia, i conservatori richiedono prove concrete e verifiche indipendenti per confermare effettivamente la cessazione di tali pagamenti. "Le rassicurazioni verbali non possono bastare quando sono in gioco risorse di questa entità", sottolineano i firmatari della missiva, evidenziando l'insufficienza di semplici assicurazioni politiche.

Ecr pone l'accento sulla necessità di un controllo trasparente e verificabile prima di procedere con il versamento dei fondi. Il gruppo sostiene che la Commissione non può limitarsi a dichiarazioni di principio, ma deve disporre di meccanismi oggettivi di supervisione. La questione assume particolare rilevanza nel contesto della condizionalità europea, un principio fondamentale secondo cui gli aiuti dell'Unione devono essere subordinati al rispetto di standard democratici e di governance.

La posizione di Ecr riflette le crescenti preoccupazioni di una parte del Parlamento europeo riguardo all'utilizzo degli aiuti comunitari nei Territori palestinesi. Sebbene il supporto finanziario dell'Ue sia destinato formalmente a sviluppo e welfare, i conservatori insistono sulla necessità di garantire che nessuna risorsa possa, direttamente o indirettamente, alimentare strutture di finanziamento ritenute problematiche dal punto di vista internazionale.