Continua il rimpatrio degli italiani bloccati all'estero in seguito alla crisi mediorientale. Secondo quanto comunicato dal vicepremier e titolare della Farnesina Antonio Tajani, finora sono rientrati in patria circa 25mila nostri connazionali, con un'accelerazione negli ultimi due giorni. Solo tra ieri sera e questa mattina, altre 5mila persone hanno ripreso la via dell'Italia oppure sono già in volo verso il nostro paese, provenienti dalle più disparate destinazioni geografiche.

Il ministro ha sottolineato come il flusso di rimpatri riguardi non solo i tradizionali poli turistici del Medio Oriente come gli Emirati Arabi Uniti, l'Arabia Saudita e l'Oman, ma anche altre mete extracontinentali quali Israele, le Maldive, la Thailandia, la Cambogia e lo Sri Lanka. Un elemento che rivela la portata globale dell'operazione di evacuazione coordinata dal governo italiano. Tajani ha evidenziato come rispetto ai giorni precedenti si registri un netto miglioramento nella capacità organizzativa e nell'effettivo rientro dei cittadini.

Nonostante i progressi, la situazione rimane fragile in alcune aree geografiche, spingendo Roma a decisioni difensive. L'Italia ha annunciato infatti la riduzione del personale presso le ambasciate di Baghdad e Beirut, ritenute ancora in zone a rischio elevato. In entrambe le sedi resteranno esclusivamente i diplomatici strettamente necessari al mantenimento delle funzioni essenziali delle rappresentanze italiane, in una misura precauzionale che riflette le tensioni persistenti nella regione.