Giuseppe Conte non risparmia critiche al governo Meloni dopo l'addio di Daniela Santanché dal ruolo di ministro del Turismo. Il presidente del Movimento Cinque Stelle sottolinea come siano stati necessari tre anni e il voto di quindici milioni di cittadini contrari al referendum costituzionale perché una ministra coinvolta in una vicenda di frode ai danni dello Stato venisse rimossa dall'incarico. Secondo Conte, questo lungo processo evidenzia gravi mancanze nella governance dell'esecutivo.
Nella sua dichiarazione, il leader pentastellato punta il dito contro la premier Meloni, descrivendola come "una presidente del Consiglio oggi debole, estremamente debole". Conte sostiene che l'attuale governo sia caratterizzato da instabilità e da un'evidente incapacità di affrontare le vere priorità dei cittadini. La critica va oltre la semplice questione delle dimissioni della ministra, trasformandosi in una valutazione complessiva dell'operato dell'amministrazione in carica.
Da parte sua, il viceministro Galeazzo Bignami, interpellato sul significato del cambio di posizione della premier riguardo alle dimissioni di Santanché, dichiara di non sapersi spiegare questa scelta. Tuttavia, sottolinea l'importanza del fatto che Meloni abbia formulato in modo esplicito la richiesta di dimissioni, considerandolo un segnale significativo della sua leadership.
La vicenda evidenzia le tensioni interne all'esecutivo e le pressioni politiche che hanno caratterizzato il percorso che ha condotto alle dimissioni della ministra, un processo che il Movimento Cinque Stelle considera troppo dilatato nel tempo e indicativo di una gestione deficitaria della crisi.