La crisi di governo continua a mordere. Nella serata del 25 marzo, Daniela Santanchè ha comunicato le sue dimissioni da ministra del Turismo attraverso una lettera indirizzata direttamente a Giorgia Meloni. La decisione arriva dopo ore di pressioni e a pochi giorni da una nuova sconfitta per l'esecutivo: il referendum sulla giustizia ha decretato il no alla riforma voluta dalla maggioranza, generando tensioni significative all'interno della coalizione di centrodestra.

La situazione di Santanchè si era complicata progressivamente nelle ultime settimane, con l'opposizione che aveva calendarizzato una mozione di sfiducia per il prossimo lunedì. La stessa premier aveva ritenuto necessario chiedere pubblicamente alla ministra di fare un passo indietro, segnalando come la sua permanenza in governo fosse diventata insostenibile. Nel pomeriggio, il giornalista Nicola Porro aveva anticipato che l'ormai ex titolare del dicastero del Turismo si sarebbe dimessa entro sera, confermando così le voci che circolavano negli ambienti parlamentari.

La lettera di dimissioni di Santanchè contiene una dichiarazione significativa: «Ho sempre pagato i miei conti», una frase che sembra rispondere alle critiche ricevute riguardo alla sua situazione giudiziaria. Tuttavia, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha tenuto a precisare che dal punto di vista legale, la ministra non risulta condannata e non è stata rinviata a giudizio nella vicenda della cassa integrazione. La Russa ha commentato le dimissioni con una nota in cui esprime «vicinanza» per il «senso di responsabilità dimostrato» e definisce il gesto come «non dovuto», compiuto esclusivamente su invito della presidente del Consiglio.

Gli ultimi giorni hanno visto una vera e propria ondata di cambiamenti nella compagine governativa. Il 24 marzo si erano già dimessi Andrea Delmastro e Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministero della Giustizia. Anche il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami, ha intervenuto per ringraziare Santanchè, evidenziando il «significativo lavoro» svolto e i «successi raggiunti» nel settore turistico, definendo il suo addio come «un passo indietro responsabile» che chiude le «strumentali polemiche» dell'opposizione.

La crisi interna alla maggioranza continua a rappresentare una sfida importante per il governo Meloni. Lo scandalo giudiziario di Santanchè, unitamente ai risultati deludenti del referendum, ha creato uno scenario complesso in cui la premier ha dovuto ricorrere a richieste pubbliche di dimissioni per gestire la situazione. Le prossime mosse dell'esecutivo saranno cruciali per valutare la solidità della coalizione e la capacità di ripresa dopo le recenti sconfitte.