Il Pakistan si propone come mediatore privilegiato nel crescente scontro tra Iran e Stati Uniti, sfruttando una posizione diplomatica unica nel panorama geopolitico internazionale. A sostenerlo è Jauhar Saleem, ex ambasciatore del Pakistan presso la Santa Sede e l'Italia, che ha sottolineato come Islamabad possieda le credenziali per svolgere un ruolo di ponte tra due attori chiave del Medio Oriente.
Secondo Saleem, questa capacità di mediazione affonda le radici nella storia delle relazioni pakistane: il paese ha coltivato legami solidi sia con le istituzioni americane che con il governo iraniano, mantenendo un equilibrio delicato ma funzionale. Diversamente da altre nazioni regionali costrette a schierarsi, il Pakistan può contare su una rete di relazioni che gli consente di rimanere neutrale e credibile agli occhi di entrambe le parti.
La dichiarazione dell'ex diplomatico arriva in un momento di rinnovate tensioni tra Washington e Teheran, con implicazioni significative per la stabilità dell'intera regione. Il Pakistan, con i suoi 230 milioni di abitanti e la sua posizione strategica tra Afghanistan, Iran e India, rappresenta infatti un attore fondamentale negli equilibri geopolitici asiatici.
Saleem ha evidenziato come il ruolo di Islamabad come interlocutore affidabile possa risultare decisivo nel favorire dialoghi costruttivi, evitando escalation pericolose. La volontà pakistana di essere "amico di tutti", come sottolineato dall'ex ambasciatore, rispecchia una strategia diplomatica consolidata volta a preservare gli interessi nazionali pur mantenendo aperti i canali di comunicazione con le principali potenze mondiali.
Questa postura diplomatica non è priva di sfide: il Pakistan deve continuamente bilanciare le pressioni provenienti da Washington, Teheran e dai propri alleati regionali. Tuttavia, proprio questa complessità ha insegnato a Islamabad a sviluppare una capacità di mediazione raramente riscontrabile in altri contesti, rendendola potenzialmente preziosa per la risoluzione di conflitti internazionali.