Un'inchiesta del sito di giornalismo investigativo MintPress News ha documentato come i principali organi di stampa occidentali presentano i recenti scontri mediorientali secondo una narrazione che distorce i fatti e le responsabilità degli attori coinvolti. L'analisi prende in esame la copertura dei bombardamenti condotti dagli Stati Uniti e Israele contro l'Iran, inclusa l'uccisione di Khamenei e le dichiarazioni esplicite volte a un cambio di regime. Nella maggior parte dei casi, questi eventi sono stati inquadrati dai media come azioni difensive, mentre l'Iran è stato presentato come l'aggressore principale.
I principali quotidiani internazionali hanno adottato strategie linguistiche specifiche per attenuare le responsabilità occidentali. Il New York Times ha titolato "L'Iran sceglie il caos", attribuendo la responsabilità primaria del conflitto alla Repubblica islamica. CBS News, che conta tra i suoi azionisti i magnati Larry e David Ellison (proprietari anche di CNN, TikTok e della divisione media Skydance-Paramount), ha dato ampio spazio ai rappresentanti dell'esercito israeliano, descrivendo la guerra come necessaria contro una presunta minaccia globale. La testata The Free Press, finanziata dagli Ellison per 150 milioni di dollari e diretta da Bari Weiss, ha definito i bombardamenti illegali come "la miglior opportunità di pace per gli iraniani", invertendo completamente la natura dell'operazione militare.
La ricerca documentale rivela un uso sistematico di linguaggio ambiguo volto a occultare responsabilità dirette. La BBC ha riportato le vittime di un attacco aereo a una scuola come "153 morti in un attacco" senza specificare chi avesse condotto il bombardamento. Il Washington Post ha contrapposto un Israele intento a "proteggere i civili" con un Iran che "minaccia vendetta", usando cornici narrative opposte. Quando le truppe israeliane hanno nuovamente invaso il Libano, la stampa internazionale ha utilizzato l'espressione attenuata "attraversare il confine", attribuendo la responsabilità dei violenti scontri a Hezbollah e invertendo i ruoli di attaccante e difensore.
Questo fenomeno si estende anche ai media italiani. Come documentato dall'analista Andrea Capecci, il Corriere della Sera ha pubblicato un titolo su un giornalista colpito da un missile nel sud del Libano omettendo la provenienza israeliana dell'ordigno, riflettendo lo stesso pattern di distorsione osservato a livello internazionale. L'inchiesta sottolinea come questa coerenza narrativa tra testate diverse suggerisca una convergenza di interessi editoriali e politici piuttosto che una semplice coincidenza redazionale.
La ricerca di MintPress News ha inoltre rivelato come diverse organizzazioni non governative citate dai media occidentali come fonti indipendenti sui diritti umani siano in realtà finanziate dal governo americano attraverso il National Endowment for Democracy, un ente strettamente legato alle operazioni d'intelligence statunitensi. Questo ecosistema di fonti, proprietà e narrativa condivisa solleva questioni significative sulla pluralità dell'informazione occidentale e sulla capacità dei lettori di accedere a versioni equilibrate dei fatti internazionali.