La querelle tra sistemi operativi si rinnova con dati concreti. Omnissa, società specializzata in soluzioni per il lavoro digitale, ha pubblicato un report che assegna una netta vittoria ai Mac in termini di affidabilità professionale. L'analisi, condotta nel corso del 2025 su milioni di endpoint, fornisce numeri che difficilmente lasciano spazio a interpretazioni ambigue.

Secondo lo studio, la superiorità di macOS emerge in modo evidente: i dispositivi Windows subiscono arresti forzati con una frequenza 3,1 volte superiore rispetto ai Mac, mentre i crash delle applicazioni si verificano 2,2 volte più spesso. Ancora più impressionante il dato sui blocchi senza crash, dove Windows registra un'incidenza 7,5 volte maggiore. L'impatto sulla produttività non è trascurabile: ogni interruzione comporta una perdita stimata fino a 24 minuti per ritrovare concentrazione e continuità lavorativa.

Al quadro si aggiunge una preoccupazione sul fronte della sicurezza: più della metà dei dispositivi Windows e Android utilizzati in settori regolamentati come farmaceutica e sanità risultano obsoleti, con sistemi operativi arretrati di almeno cinque versioni. Un dato che solleva interrogativi sulla gestione dell'infrastruttura IT in ambiti sensibili.

Un altro aspetto emerso riguarda l'intelligenza artificiale negli ambienti professionali. Copilot è stato rilevato nel 97,5% dei dispositivi mobili aziendali, cifra insolitamente elevata. I dipendenti hanno inoltre autonomamente integrato alternative come ChatGPT (91% su iOS) e Gemini (61% su Android), evidenziando una spinta dal basso verso l'adozione dell'IA.

I risultati richiamano alla memoria la celebre campagna pubblicitaria "Get a Mac" degli anni 2000, dove Apple ironizzava sulle vulnerabilità di Windows. Singolarmente, gli stessi attori protagonisti di quella campagna hanno successivamente cambiato schieramento tecnologico, aggiungendo un tocco di ironia storica al dibattito.