Gli eurodeputati della commissione Bilanci del Parlamento europeo alzano la voce sulla controversa intesa commerciale tra l'Unione e gli Stati Uniti. Danuse Nerudova e Pilar Gomez Lopez, rispettivamente della delegazione popolare e socialista, hanno ribadito durante il dibattito plenario che l'accordo raggiunto tra Donald Trump e Ursula von der Leyen a Turnberry non è un assegno in bianco. A rischio ci sono somme significative: l'accordo comporterà un costo annuale di 4 miliardi di euro per le casse europee, una cifra equivalente all'intero budget del programma Erasmus.
Nerudova ha sostenuto l'intesa dichiarando che "il rapporto con gli Stati Uniti è importante, ma non a qualsiasi prezzo". L'eurodeputata ceca ha sottolineato come l'accesso al mercato americano rappresenti un'opportunità cruciale per l'economia europea, tuttavia ha avanzato una condizione imprescindibile: l'implementazione dell'accordo avverrà solo con "condizioni trasparenti e ben definite". Ha inoltre avvertito che qualora il territorio europeo fosse nuovamente sottoposto a minacce, l'intesa verrebbe sospesa con effetto immediato.
Ben più critica la posizione della collega spagnola Gomez Lopez, che ha definito l'accordo "profondamente squilibrato a svantaggio dell'Europa". Secondo la deputata, gli Stati Uniti hanno fatto ricorso a intimidazioni e pressioni per imporlo, un comportamento che nulla ha a che vedere con una vera cooperazione tra alleati. "Ciò che stiamo affrontando è un'imposizione coercitiva, non una negoziazione paritaria", ha denunciato, enfatizzando che l'Europa non accetterà compromessi al ribasso.
Entrambe le relatrici hanno concordato su un punto centrale: la reciprocità è l'unico fondamento accettabile. Gomez Lopez ha chiarito che la sospensione immediata dell'accordo resterebbe un'opzione sul tavolo qualora Washington venisse meno ai propri impegni. Le rivendicazioni europee si basano sul principio che nessun trattato commerciale può reggere su fondamenta asimmetriche, soprattutto quando stabilito mediante coazione piuttosto che dialogo costruttivo. Il messaggio rivolto all'amministrazione americana è inequivocabile: il rispetto reciproco e le garanzie concrete sono condizioni sine qua non per la continuità dell'accordo.