Cresce lo scontro nel Parlamento europeo sulla ratifica dell'accordo commerciale negoziato tra Bruxelles e l'amministrazione Trump. Durante il dibattito in plenaria prima della votazione, l'europarlamentare tedesca Anna Cavazzini, membro dei Verdi e presidente della commissione Mercato interno dell'Eurocamera, ha lanciato una critica frontale sia alle politiche tariffarie americane che al contenuto dell'intesa sottoscritta dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Secondo Cavazzini, i dazi imposti da Washington violano le norme internazionali e rappresentano forme di coercizione economica. La parlamentare ha suggerito che l'Unione europea dovrebbe attivare strumenti di difesa specifici, come lo strumento anticoercizione già disponibile nell'arsenale normativo comunitario, per contrastare quello che a suo parere è un comportamento illegittimo dal punto di vista del diritto commerciale internazionale.
Oltre alle tariffe, la deputata verde ha focalizzato l'attenzione su uno degli aspetti più controversi dell'accordo: l'impegno europeo ad aumentare significativamente l'importazione di gas naturale liquefatto statunitense. Cavazzini ha avvertito che questa clausola espone l'Europa a un nuovo rischio di dipendenza dai combustibili fossili, contraddicendo gli obiettivi climatici e di transizione energetica dell'Unione. Un paradosso che evidenzia la tensione tra le priorità commerciali a breve termine e gli impegni ambientali a lungo termine dell'Ue.
Le posizioni espresse dai Verdi riflettono il dibattito più ampio che sta animando l'Europarlamento attorno all'accordo negoziato con Washington, con forze politiche differenti che esprimono perplessità su diversi aspetti dell'intesa.