L'Europarlamento ha approvato a larga maggioranza la nuova direttiva anticorruzione, ma l'Italia presenta una spaccatura nella propria delegazione. Mentre tutti gli altri eurodeputati italiani hanno dato il loro assenso, Roberto Vannacci si è schierato in netta controtendenza, votando contro il provvedimento. Una scelta che lo isola completamente rispetto ai colleghi nazionali, indipendentemente dall'orientamento politico.

Il testo della direttiva, tra le altre misure, prevede anche disposizioni specifiche riguardanti l'abuso d'ufficio, una tematica che ha generato dibattiti nell'ambito della politica italiana negli ultimi anni. Nonostante questo aspetto potenzialmente controverso, la trasversalità del voto favorevole italiano testimonia un ampio consenso sulla necessità di rafforzare i meccanismi di contrasto alla corruzione a livello comunitario.

A livello europeo, l'approvazione è avvenuta con numeri schiaccianti, ma il fronte del dissenso non è stato insignificante. Le principali delegazioni contrarie provengono dal gruppo dei Patrioti, con opposizioni concentrate soprattutto tra i rappresentanti di Spagna, Belgio, Portogallo e Polonia. Questi paesi hanno scelto di opporsi al provvedimento, evidenziando probabilmente preoccupazioni relative alla sovranità nazionale o a specifiche disposizioni normative.

Il voto di Vannacci si inserisce in un contesto dove l'eurodeputato leghista ha spesso assunto posizioni autonome rispetto al resto della delegazione italiana. La sua scelta di votare in solitaria contro una misura anticorruzione, tema generalmente trasversale in ambito democratico, rappresenta un'eccezione rilevante nel panorama politico italiano all'Europarlamento.