Sta per concludersi al MAXXI una mostra ambiziosa dedicata a Roma e alle sue dinamiche urbane nel contesto globale. L'esposizione, curata da Ricky Burdett della London School of Economics – che ha approfondito per anni la vita nella Capitale – propone una prospettiva innovativa sulla città. Se da un lato Roma mantiene il suo ruolo iconico come Città Eterna nell'immaginario collettivo mondiale, dall'altro lato la mostra invita a osservare la realtà contemporanea attraverso i numeri e i dati, allontanandosi da una narrazione puramente simbolica e affrontando confronti concreti con altre metropoli europee, asiatiche, africane e americane.
Il percorso espositivo si sviluppa lungo tre assi tematici che rispecchiano le principali trasformazioni urbane del nuovo millennio: lo spazio, la mobilità, l'ambiente e la società. La sezione dedicata all'Urbe nell'immaginario globale esplora come Roma viene percepita nel resto del mondo, mentre il cosiddetto DNA della città utilizza uno strumento suggestivo per raccontare la realtà fisica: Terracotta Rome, un modello tridimensionale costituito da 953 tessere che rappresenta il territorio comunale e interagisce con una simulazione digitale capace di illustrare la complessità urbana e le sue evoluzioni nel corso del tempo.
I numeri della trasformazione sono impressionanti. Quando Roma assunse il ruolo di capitale nazionale nel 1871, ospitava poco più di 200mila abitanti e l'edilizia si concentrava quasi esclusivamente all'interno delle Mura Aureliane. Oggi, la situazione è radicalmente diversa: il 99% della popolazione risiede al di fuori di quei confini storici, che delimitano appena l'1% della superficie comunale. Più della metà dell'edificato odierno è stato costruito tra gli anni Cinquanta e Settanta del dopoguerra. Da quel momento in poi, la città ha conosciuto un'ulteriore espansione: dagli Anni Ottanta in avanti, la trasformazione del centro storico in zona di servizi e uffici ha spinto migliaia di residenti verso le periferie, generando una metropoli discontinua e poco densa, che si estende oltre il Grande Raccordo Anulare fino a sfiorare la campagna romana e il litorale.
Roma si presenta dunque come un caso unico nel panorama europeo: è uno dei comuni territorialmente più vasti del continente ed è contemporaneamente l'agglomerato urbano più popoloso d'Italia. Questa peculiarità la rende un laboratorio ideale per discutere delle sfide che interesseranno le città nei decenni a venire. La mostra rappresenta perciò uno stimolo per avviare un dibattito che non può più rinviato sulle questioni decisive che gli spazi urbani dovranno affrontare: come gestire la mobilità, come preservare l'ambiente, come costruire comunità coese in metropoli sempre più complesse. Prima che le porte del MAXXI si chiudano, Roma invita il pubblico a ripensare se stessa.