Lo scenario politico italiano si ridisegna completamente secondo la nuova Supermedia Agi/Youtrend pubblicata a fine marzo 2026. A poche settimane dal referendum costituzionale, che ha visto vincere il fronte del no, emergono dinamiche impreviste all'interno della maggioranza di governo e segnali di rilancio dell'opposizione. I dati, pur costruiti su un numero ancora limitato di rilevazioni a causa della sospensione dei sondaggi durante la campagna referendaria, disegnano un quadro che sorprende e preoccupa il centrodestra.

Il dato più clamoroso riguarda Fratelli d'Italia, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che scivola al 28,2%: il peggior risultato dalla tornata elettorale europea di due anni fa. La flessione supera mezzo punto percentuale e rappresenta il primo segnale di cedimento della forza politica che ha guidato fino a oggi le scelte del governo. Contemporaneamente, il Partito Democratico registra una crescita contenuta, mentre il Movimento 5 Stelle accelera sensibilmente, guadagnando 1,3 punti rispetto al mese precedente e tornando a rappresentare una forza attrattiva nel panorama progressista.

La novità di maggior peso consiste nel fatto che il cosiddetto campo largo – la coalizione che riunisce Pd, M5S, Alleanza Verdi Sinistra e Italia Viva più Europa – sorpassa complessivamente il blocco di governo. Un ribaltamento rispetto al trend dei mesi precedenti che mette di fronte a Meloni uno scenario completamente mutato. L'effetto del referendum, con la sconfitta della riforma costituzionale fortemente voluta dall'esecutivo, sembra aver innescato una reazione negativa nei sondaggi e alimentato fibrillazioni all'interno della coalizione governativa.

Le crepe nella maggioranza si sono manifestate drammaticamente con le dimissioni lampo di due ministri di primo piano: Carlo Nordio, titolare della Giustizia, e Daniela Santanchè, ministro del Turismo. Inoltre, all'interno di Forza Italia si sono registrati significativi cambi di responsabilità, segnali che la defezione referendaria ha creato tensioni e rivalità che erodono l'unità della coalizione. La situazione rimane delicata: l'esecutivo si trova a governare con una base elettorale apparentemente in contrazione mentre cresce l'alternativa progressista.

Gli analisti sottolineano la cautela con cui leggere questi dati, dato il numero contenuto di rilevazioni post-referendum. Tuttavia, le tendenze in atto suggeriscono che le prossime settimane saranno cruciali per capire se il sorpasso dell'opposizione rappresenta un cambio strutturale del sentiment elettorale o una reazione emotiva momentanea alla batosta referendaria.