Amco, la principale credit management company italiana controllata dal Mef, ha reso noti i risultati finanziari relativi all'esercizio 2025, confermando una situazione complessivamente solida nonostante alcuni segnali di contrazione. Il gruppo ha conseguito un utile netto di 26,7 milioni di euro, in leggero ribasso rispetto ai 28,9 milioni registrati nel 2024, mentre gli incassi hanno registrato una crescita dell'1 per cento raggiungendo quota 1,5 miliardi di euro.

I portafoglio di crediti affidati alla gestione della società ammonta a 29,5 miliardi di euro, con una diminuzione del 9 per cento rispetto all'anno precedente. Questa riduzione rispecchia pienamente le dinamiche previste dalla strategia aziendale, sostenuta tanto dalla gestione attiva dei crediti problematici quanto dalla cessione di portafogli di mutui che avevano ripreso a generare flussi regolari. Il mix dei crediti rimane concentrato prevalentemente sulle sofferenze, che rappresentano il 76 per cento del totale, mentre le inadempienze probabili costituiscono il 24 per cento. Circa 150 mila posizioni risultano attualmente in gestione, di cui 80 mila riferite a clienti aziendali.

Sotto il profilo organizzativo, il 70 per cento dei volumi gestiti rimane in carico alla struttura interna, mentre il restante 30 per cento viene affidato a operatori specializzati esterni. L'azienda ha anche evidenziato una generazione robusta di flussi di cassa operativi, che hanno permesso di ridurre il debito netto a 1,3 miliardi di euro in negativo. L'ebitda di gruppo ha invece subito una contrazione più marcata, scendendo a 191,5 milioni (-19 per cento rispetto all'esercizio precedente).

Andrea Munari, amministratore delegato di Amco, ha commentato positivamente i risultati, sottolineando come "i dati confermano la robustezza della struttura patrimoniale del gruppo e la sua capacità di generare liquidità stabile". Secondo Munari, la chiusura in utile e l'incremento degli incassi sono la diretta conseguenza di una strategia volta all'ottimizzazione dei recuperi, articolata su due direttive complementari: da un lato la gestione industriale tradizionale dei crediti, dall'altro la valorizzazione di asset specifici attraverso operazioni di mercato mirate e transazionali.

I risultati riflettono un contesto complesso in cui Amco continua a svolgere il suo ruolo strategico nel sistema finanziario italiano, gestendo una massa rilevante di crediti problematici ereditata da istituti bancari in difficoltà. L'azienda mantiene quindi una traiettoria di solidità operativa, pur in un scenario di progressiva riduzione del portafoglio coerente con i piani di sviluppo pluriennali.