Domani arriva in tutti i negozi e sulle piattaforme digitali 'Honora', il tanto atteso debutto solista di Flea, il celebre bassista dei Red Hot Chili Peppers che ha deciso di dare forma a una passione coltivata sin dall'infanzia. Con questo progetto, che esce sotto l'etichetta Nonesuch Records, il musicista sessantatreenne realizza un sogno rimandato nel tempo a causa dei numerosi impegni con la band californiana.

Il disco rappresenta il risultato di un percorso musicale parallelo iniziato circa tre anni fa, quando Flea ha deciso di dedicarsi con costanza allo studio della tromba. Lo strumento a fiato era stato il suo primo amore artistico, scoperto durante l'infanzia grazie a musicisti che si riunivano in casa sua per suonare insieme. Nonostante il desiderio di proseguire questo percorso, la crescente popolarità e i ritmi logoranti della sua carriera principale avevano reso impossibile mantenere questa dedizione, anche se aveva cercato di continuare sporadicamente negli anni passati.

Nel progetto, Flea non ha solo suonato la tromba e il basso su tutti i brani, ma ha anche curato la composizione e gli arrangiamenti musicali. Al suo fianco ha voluto artisti di grande calibro: il sassofonista e produttore Josh Johnson, il chitarrista Jeff Parker, la bassista Anna Butterss e il batterista Deantoni Parks. L'album beneficia inoltre della partecipazione di due nomi prestigiosi della musica contemporanea: Thom Yorke degli Radiohead, che appare nel singolo 'Traffic Lights' come co-autore e voce principale, e Nick Cave, che interpreta una cover di 'Wichita Lineman', il capolavoro scritto da Jimmy Webb per Glen Campbell.

Nelle dichiarazioni rilasciate in occasione dell'uscita dell'album, Flea ha riflettuto sulle difficoltà incontrate nel conciliare questa nuova avventura musicale con gli impegni precedenti. Ha spiegato come, per molti anni, gli ostacoli sembrassero insormontabili: il ritmo frenetico della vita con i Red Hot Chili Peppers lo travolgeva ogni volta che tentava di dedicarsi alla tromba per qualche mese. Una volta entrato in sala d'incisione, ha confessato di aver provato un certo timore iniziale riguardante il giudizio dei musicisti professionisti con i quali stava lavorando. Tuttavia, l'esperienza si è rivelata sorprendente e gratificante: descrive il processo creativo con entusiasmo quasi estatico, paragonandolo a uno stato di euforia che lo ha accompagnato durante tutte le sessioni di registrazione. Questo nuovo capitolo della sua carriera segna un ritorno consapevole alle radici musicali che lo hanno formato da giovane artista.