Un nuovo fascicolo potrebbe aprirsi nei confronti del sottosegretario Delmastro. Il Partito Democratico ha inoltrato una richiesta ufficiale per avviare una verifica sulla sua condotta parlamentare, chiedendo al presidente della Camera Lorenzo Fontana di attivare il Comitato consultivo competente in materia di etica dei deputati. La missiva, datata 21 marzo e sottoscritta dal deputato Nico Stumpo a nome dell'intero gruppo, precede sia il referendum interno al governo sia le successive dimissioni dell'esponente della maggioranza.

Nella richiesta, i Dem contestano presunte violazioni del codice di comportamento parlamentare, focalizzandosi soprattutto su questioni di trasparenza: gli accusatori evidenziano omissioni e carenze nella dichiarazione delle partecipazioni societarie, dell'attività imprenditoriale e delle cariche detenute. Stumpo, membro dello stesso organismo di controllo, ha formalmente sollecitato il presidente Riccardo Zucconi di Fratelli d'Italia affinché il Comitato proceda agli accertamenti necessari e valuti la conformità della condotta dell'indagato alle norme etiche in vigore.

Lunedì scorso il presidente Fontana ha trasmesso ufficialmente il documento dei Democratici al Comitato consultivo sulla condotta dei deputati, dando il via al percorso amministrativo. Secondo le previsioni, l'organismo dovrebbe riunirsi nei prossimi giorni per deliberare sull'apertura dell'istruttoria. Il Comitato, istituito nella scorsa legislatura, è composto da quattro esponenti dell'Ufficio di Presidenza e da sei deputati scelti dal presidente della Camera: ha il compito di esaminare le sospette violazioni del codice etico e di condurre le verifiche necessarie, inclusa la possibilità di convocare il parlamentare interessato.

La mossa del Pd rappresenta un tentativo di portare nuovamente sotto scrutinio pubblico la gestione del dossier Delmastro attraverso i canali istituzionali, affidandosi al giudizio di un organismo che tecnicamente dovrebbe essere neutrale e rappresentativo dell'intero Parlamento. L'esito della verifica potrebbe influire sulla reputazione politica dell'interessato, indipendentemente dalle dimissioni già rassegnate.