L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un procedimento nei confronti dei principali gruppi cosmetici italiani e internazionali: Sephora Italia, Benefit Cosmetics, LVHM Profumi e Cosmetici Italia. Al centro dell'inchiesta, avviata il 27 marzo 2026, c'è un fenomeno inquietante che riguarda le fasce più giovani della popolazione: l'utilizzo diffuso e precoce di cosmetici destinati agli adulti da parte di bambini e adolescenti, alcuni con meno di 10-12 anni, spinti verso acquisti compulsivi di sieri, maschere viso e creme anti-age.
Secondo l'indagine dell'Autorità, le aziende coinvolte avrebbero messo in atto strategie di comunicazione deliberatamente fuorvianti, sia online che nei negozi fisici Sephora. Le società sarebbero responsabili dell'omissione di informazioni cruciali sulle controindicazioni e le precauzioni d'uso, in particolare riguardanti i prodotti delle linee Sephora Collection e Benefit Cosmetics, che non sono stati formulati né testati per il pubblico minorile. Questa condotta costituirebbe una violazione delle norme sulla trasparenza e sulla sicurezza dei consumatori più fragili.
Partecolarmente rilevante è il ruolo del marketing digitale nell'alimentare questo trend pericoloso. Le indagini evidenziano come le aziende avrebbero reclutato giovani micro-influencer per promuovere aggressivamente i loro prodotti, sfruttando la vulnerabilità psicologica e la suggestionabilità degli adolescenti e dei preadolescenti. Questo sistema di influenza digitale rappresenta una forma sofisticata di manipolazione commerciale, volta a generare desideri di acquisto irrazionali in una fascia demografica particolarmente esposta a pressioni estetiche.
Il fenomeno sotteso è quello della cosiddetta "cosmeticoressia", termine che descrive l'ossessione patologica per la skincare anche in età molto precoce. L'utilizzo indiscriminato e frequente di cosmetici non formulati per l'uso pediatrico può comportare conseguenze significative sulla salute dermatologica e generale dei minori. I prodotti specifici per bambini hanno una composizione chimica differente, proprio per proteggere la pelle ancora in sviluppo. L'impiego di sieri, detergenti esfolianti e trattamenti anti-invecchiamento espone i giovani utenti a rischi potenziali di irritazione, sensibilizzazione e danni biologici ancora non completamente quantificati.
L'indagine è stata condotta con il supporto operativo del nucleo speciale antitrust della Guardia di Finanza, che ha effettuato ispezioni presso le sedi dei gruppi indagati. L'Antitrust si propone di verificare la sussistenza di pratiche commerciali scorrette e di determinare se vi sia stato effettivamente inganno verso i consumatori minori e i loro genitori, valutando anche le potenziali conseguenze sulla salute di questa popolazione vulnerabile.