Il governo Meloni incassa il primo colpo significativo in quattro anni di gestione con il risultato negativo del referendum sulla Giustizia, ma mantiene salda la sua compagine. A fare il punto della situazione è Ignazio La Russa, presidente del Senato, che in un'intervista al Corriere della sera ha tracciato un bilancio degli ultimi giorni turbolenti per la coalizione di centrodestra. Secondo La Russa, la premier ha deciso di affrontare la consultazione referendaria nonostante i rischi intrinseci di una campagna su tematiche giudiziarie, dove i cittadini tendono a esprimere voti sganciati dal quesito specifico e carichi di proteste verso il governo.
La sconfitta non scalfisce il giudizio del numero uno di Palazzo Madama sulla determinazione della presidente del Consiglio. «È una leader coraggiosa e seria, che mantiene gli impegni presi», ha dichiarato La Russa, aggiungendo che benché la battuta d'arresto possa nuocere nel breve termine, potrebbe alla lunga rafforzare l'immagine di Meloni come capo di governo capace di portare avanti battaglie anche quando non rappresentano bandiere del suo partito, Fratelli d'Italia, ma di altri alleati della coalizione.
Su uno dei temi più delicati emersi dopo il voto, La Russa ha preso esplicitamente le distanze da ogni accusa rivolta al centrodestra di ostilità verso la magistratura. «Fratelli d'Italia non è mai stato un partito contro i giudici, semmai il contrario», ha ribadito con fermezza il presidente del Senato. Ha inoltre chiarito che gli assestamenti organizzativi che seguiranno non rappresenteranno rese dei conti o epurazioni, bensì tentare di creare le condizioni per rilanciare l'azione di governo nell'ultimo anno della legislatura, evitando così di fornire ai critici dell'esecutivo facili bersagli polemici.
Riguardo ai volti prominenti che hanno ricevuto richieste di passo indietro, La Russa ha rassicurato che nessuno di essi scomparirà dalla scena politica. Ha inoltre smentito voci di stampa che suggerivano un possibile avvicinamento tra Daniela Santanchè e Roberto Vannacci, confermando che l'ex ministro del Turismo continuerà a rappresentare una risorsa per il governo e la coalizione. Nonostante la sconfitta referendaria, gli ultimi sondaggi indicano che il centrodestra non ha subito erosioni significative nei consensi, a testimonianza della solidità della sua base elettorale. La sfida principale per l'esecutivo resta ora gestire la riorganizzazione interna in vista del duplice appuntamento dell'ultimo anno di mandato e della preparazione alle elezioni del 2027.