Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha rilasciato dichiarazioni ottimistiche sulla conclusione dell'operazione in Iran, affermando venerdì che gli Stati Uniti puntano a concluderla entro un arco temporale misurato in settimane piuttosto che mesi. Le affermazioni sono giunte al termine di un incontro con i ministri degli Esteri dei Paesi del G7 svoltosi in Francia, dove la situazione mediorientale ha rappresentato uno dei temi centrali del dibattito multilaterale.

Nella medesima occasione, Rubio ha sollevato la possibilità che l'Iran possa introdurre un sistema di pedaggi per il transito attraverso lo stretto di Hormuz, una delle rotte marittime più cruciali per il commercio globale di petrolio e gas naturale. Tale scenario comporterebbe implicazioni significative per l'economia mondiale e per la sicurezza energetica internazionale.

Tuttavia, le prospettive americane trovano opposizione nel pensiero del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ha espresso forti dubbi sulla fattibilità dell'obiettivo di un cambio di regime a Teheran. Durante un intervento al forum organizzato dal quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung a Francoforte, Merz ha direttamente messo in discussione la solidità di questo proposito geopolitico.

Merz ha sottolineato come, storicamente, gli interventi internazionali volti a provocare mutamenti di regime si siano rivelati fallimentari nella stragrande maggioranza dei casi. In particolare, il cancelliere ha fatto riferimento alla guerra in Afghanistan come esempio emblematico di come le ambizioni di trasformazione politica attraverso il conflitto si concludono frequentemente con esiti contrari alle aspettative iniziali. "Se davvero questo è l'obiettivo, personalmente non ritengo che verrà raggiunto", ha concluso Merz, evidenziando un profondo scetticismo rispetto all'approccio statunitense.