Una puntata di Dritto e Rovescio ha acceso un vivace dibattito sui social network dopo che un servizio giornalistico ha portato in onda le dichiarazioni di un commerciante musulmano riguardo alla violenza domestica. Nel corso della trasmissione di Rete 4, il tema della violenza sulle donne e l'interpretazione di alcuni versetti coranici è stato al centro dell'analisi, in particolare il Capitolo IV versetto 34, dove si affronta il rapporto tra mariti e mogli secondo la tradizione religiosa.

L'inviata della redazione ha intervistato un negoziante che, senza esitare, ha affermato di ritenere legittimo picchiare la propria compagna qualora commetta comportamenti ritenuti scorretti, come parlare con altri uomini o allontanarsi dal nucleo familiare. Alla domanda se praticasse effettivamente questa violenza, l'uomo ha risposto affermativamente, aggiungendo che questi atteggiamenti rigidi verso la famiglia deriverebbero dal suo senso di proprietà spirituale verso moglie e figlia.

La situazione è diventata ancora più delicata quando si è scoperto che il negoziante applica gli stessi principi anche alla figlia minorenne, una ragazza di soli 17 anni. L'uomo ha spiegato che sebbene finora non l'abbia fatto perché "brava", non esiterebbe a usare la violenza fisica nel caso in cui la ragazza non obbedisse ai suoi ordini. Queste affermazioni, pronunciate apertamente davanti alle telecamere, hanno sollevato immediate preoccupazioni circa la sicurezza della minore.

Paolo Del Debbio, conduttore della trasmissione, ha reagito immediatamente alle dichiarazioni, intervenendo con fermezza e invitando le forze dell'ordine a prendere in carico il caso per eventuali azioni legali. Il conduttore ha sottolineato l'inaccettabilità di queste pratiche nel contesto italiano, dove la violenza domestica è perseguita dalla legge indipendentemente dalle motivazioni religiose o culturali addotte dall'autore.

In precedenza, l'Imam della Moschea di Roma-Magliana Sami Salem era intervenuto per discutere dell'interpretazione corretta dei testi coranici, sottolineando come la lingua araba contiene oltre 12 milioni di parole rispetto alle 160mila dell'italiano, e come una corretta comprensione dei versetti richiederebbe competenze linguistiche specifiche e una profonda conoscenza della storia profetica. Del Debbio aveva replicato citando la traduzione della casa editrice Rizzoli, realizzata da esperti arabisti, per confermare l'accuratezza della versione discussa.

La puntata, andata in onda il 27 marzo, ha raggiunto rapidamente i principali social network, generando reazioni contrastanti sul tema dell'integrazione culturale e religiosa in Italia, nonché sollevando interrogativi sulla responsabilità mediatica nel dare spazio a posizioni che giustificano reati contro la persona.