Dopo settimane di incertezze, l'Unione Europea passa all'azione. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha confermato che nella prossima settimana presenterà ai Paesi membri un pacchetto straordinario di interventi per contenere i danni causati dalla crisi energetica in corso. Le misure, pensate come temporanee e mirate, rappresentano un cambio di rotta rispetto alla rigidità mostrata da Bruxelles nei mesi precedenti, almeno secondo quanto sostiene il governo italiano che aveva spinto con insistenza per ottenere questa apertura.
A quantificare l'urgenza della situazione è la stessa Von der Leyen: dal momento dell'escalation in Medio Oriente, avvenuta 44 giorni prima della dichiarazione, le importazioni europee di combustibili fossili sono costati 22 miliardi di euro in più rispetto al previsto, senza che questo si sia tradotto in una maggiore disponibilità energetica. Una cifra che fotografa l'impatto devastante che la volatilità geopolitica sta producendo sull'economia del Vecchio Continente. Per questo motivo, le istituzioni comunitarie hanno deciso di sospendere temporaneamente le rigide regole sugli aiuti di Stato nel settore dell'energia, consentendo ai governi nazionali di intervenire con più libertà di manovra.
L'Italia trarrà beneficio da questa decisione. I provvedimenti contenuti nel decreto Bollette emanato dal governo erano finiti sotto scrutinio della Commissione Ue perché potenzialmente classificabili come aiuti impropri. Ora quella preoccupazione viene accantonata, riconoscendo che in situazioni eccezionali è giusto agire con pragmatismo piuttosto che nascondersi dietro formalismi burocratici. Von der Leyen ha inoltre anticipato che il cosiddetto temporary framework, lo strumento normativo che attiva il nuovo regime della concorrenza, sarà operativo entro il mese corrente.
Il piano europeo ruota intorno a tre direttive fondamentali. In primo luogo, viene ribadita l'importanza di un coordinamento solido tra gli Stati membri, lezione imparata dalla crisi energetica del 2022 quando la piattaforma energetica dell'Ue si rivelò cruciale. Roma, che aveva insistito per una revisione della tassazione sul carbonio attraverso il sistema Ets, dovrebbe vedere accolte almeno parte delle proprie richieste. L'obiettivo dichiarato è proteggere la competitività dell'industria europea da uno shock che rischia di mettere in discussione, per la seconda volta in sei anni dopo la pandemia, la stabilità del sistema produttivo continentale.
Su un punto, tuttavia, Bruxelles non cede: il Patto di stabilità resta intoccato. Le misure di sostegno straordinario non comporteranno una revisione delle regole di bilancio che disciplinano i Paesi membri, confermando la linea della Commissione su questo fronte sensibile. I dettagli completi del piano saranno illustrati al prossimo consiglio informale dei leader europei, in programma la prossima settimana a Cipro, dove si discuterà non solo dell'immediato ma anche di una strategia di medio termine per ridurre la dipendenza energetica europea.