Un'operazione congiunta tra le autorità brasiliane e statunitensi ha portato all'arresto di Alexandre Ramagem, figura centrale nel governo di Jair Bolsonaro in qualità di direttore dell'Agenzia brasiliana di intelligence (Abin). Il fermo è avvenuto a Orlando, in Florida, ad opera degli agenti dell'Ice (Immigration and Customs Enforcement). Ramagem era ricercato in Brasile dove è stato condannato, insieme all'ex presidente Bolsonaro, a sedici anni di detenzione per il suo ruolo nel tentativo di colpo di Stato.

L'ex deputato aveva abbandonato il Brasile in modo clandestino prima della conclusione del procedimento giudiziario, nel settembre 2025, attraversando irregolarmente il confine con la Guyana per poi dirigersi verso gli Stati Uniti. Le autorità brasiliane avevano provveduto a inserire il suo nome nella banca dati Interpol su ordine della Corte suprema, facilitando così la sua identificazione e cattura all'estero. A gennaio 2026, il ministero della Giustizia brasiliano aveva ufficialmente avanzato la richiesta di estradizione al governo americano mediante i canali diplomatici dell'ambasciata a Washington.

Andrei Rodrigues, a capo della polizia federale brasiliana, ha sottolineato come il fermo rappresenti il frutto della collaborazione internazionale tra i due paesi nella lotta alla criminalità organizzata. Ha inoltre evidenziato che Ramagem non solo risulta latitante dalla giustizia brasiliana, ma si trovava anche in una situazione irregolare dal punto di vista migratorio negli Stati Uniti.

Prima dell'arresto, il Brasile aveva già adottato diverse contromisure contro Ramagem: la Camera dei deputati gli aveva revocato il passaporto diplomatico in seguito alla perdita del mandato parlamentare conseguente alla condanna, e successivamente era stato sospeso il versamento dello stipendio. Ora inizia la fase cruciale relativa alla possibile estradizione, che dovrà essere valutata dalle autorità giudiziarie statunitensi nei prossimi mesi.