La posizione dell'Europa sul Passaggio di Ormuz non ammette compromessi. Di fronte alle crescenti tensioni che coinvolgono sia l'Iran che gli Stati Uniti, i vertici comunitari hanno ribadito con chiarezza che lo Stretto deve rimanere aperto alla libera circolazione delle merci. Kaja Kallas, Alta Rappresentante dell'Unione, ha espresso questa determinazione dinanzi al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, affermando che Bruxelles continuerà a respingere qualunque accordo che comporti limitazioni al transito marittimo sicuro attraverso queste acque cruciali per l'economia globale.
Le preoccupazioni europee non sono puramente geopolitiche: il possibile blocco del canale rappresenta una minaccia concreta ai bilanci energetici del continente e sta già iniziando a incidere sui prezzi dell'energia, con ripercussioni dirette sull'inflazione. Durante una riunione straordinaria della Commissione, Ursula von der Leyen ha sottolineato come la crisi mediorientale costituisca un danno significativo e come la libertà di navigazione rappresenti una questione di primaria importanza. L'incremento dei costi assicurativi per le navi che attraversano la zona dimostra l'urgenza della situazione.
Per affrontare questa sfida, Francia e Regno Unito stanno coordinando gli sforzi per allestire una missione navale multinazionale di carattere difensivo. Emmanuel Macron ha annunciato che organizzzerà una conferenza nei prossimi giorni con i Paesi disponibili a partecipare a questa operazione peacekeeping. L'iniziativa mira tanto a rassicurare Washington sui contributi europei quanto a stabilizzare i mercati e ridurre i premi assicurativi una volta ripristinate le condizioni di sicurezza.
Parallela a questa iniziativa militare procede l'azione diplomatica. Antonio Costa, presidente del Consiglio Europeo, è in visita negli Emirati Arabi, in Arabia Saudita e in Qatar per confrontarsi con i leader regionali sulla stabilità nella zona. Il dialogo mira a creare le condizioni per una soluzione duratura attraverso canali negoziali, allontanandosi da escalation belliche che potrebbero compromettere ulteriormente la pace.
Un capitolo particolarmente delicato rimane la situazione in Libano, dove l'Europa esorta all'applicazione piena di qualunque accordo di tregua tra iraniani e americani. Von der Leyen ha messo in guardia dal pericolo che i continui attacchi israeliani possano far naufragare l'intero processo di pace, ribadendo che Bruxelles chiede la cessazione immediata delle operazioni belliche nella regione.