Donald Trump ha aperto nuovamente le porte della Casa Bianca a Maria Corina Machado, la figura di spicco dell'opposizione venezuelana che lo scorso anno ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace. L'incontro, svoltosi venerdì, rappresenta il secondo colloquio diretto tra il presidente americano e la leader sudamericana, segnale dell'attenzione che Washington dedica alla questione venezolana. Accanto ai due protagonisti, erano presenti Marco Rubio, segretario di Stato americano, e Susie Wiles, capo dello staff presidenziale.
I colloqui hanno affrontato il nodo cruciale della transizione politica in Venezuela, con particolare attenzione a un piano articolato in tre momenti successivi. La roadmap prevede innanzitutto il consolidamento dell'unità nazionale, seguito dal raggiungimento di un compromesso sia sul piano politico che sociale, fondamentale per garantire la stabilità istituzionale durante il passaggio di potere. Infine, il focus si concentra sulla preparazione e l'organizzazione delle prossime elezioni presidenziali, elemento essenziale per la ripresa della democrazia nel Paese.
L'incontro alla Casa Bianca si inserisce in un calendario fitta di appuntamenti diplomatici che Machado sta conducendo a Washington. La leader dell'opposizione ha moltiplicato gli incontri con funzionari del Dipartimento di Stato, con parlamentari americani e con rappresentanti della Commissione Interamericana per i Diritti Umani e dell'Organizzazione degli Stati Americani. Un giro di consultazioni che sottolinea l'importanza strategica della questione venezuelana per l'amministrazione Trump.
Durante la riunione, Trump e Machado hanno discusso anche delle modalità concrete per il rientro della leader in Venezuela, argomento già anticipato nei giorni precedenti da fonti giornalistiche colombiane e internazionali. Machado ha dichiarato pubblicamente che farà ritorno nel proprio Paese nel giro di poche settimane, con l'obiettivo di guidare personalmente la transizione democratica. Secondo le sue parole, la missione sarà garantire "una transizione verso la democrazia ordinata e inarrestabile", invitando contemporaneamente tutti i venezuelani a prepararsi per una "nuova gigantesca vittoria elettorale".
La leader dell'opposizione ha voluto inviare un messaggio di fiducia sulla comunità internazionale, sottolineando che "il mondo oggi lo sa: la transizione venezuelana è già in movimento". Questo nuovo capitolo nei rapporti tra Washington e l'opposizione venezuelana evidenzia come gli Stati Uniti stiano intensificando il proprio impegno nel favorire il ritorno della democrazia in un Paese dove la crisi politica ed economica ha provocato milioni di sfollati negli ultimi anni.