La Giornata internazionale della donna si trasforma ancora una volta in un terreno di scontro politico, con accuse reciproche su cosa significhi davvero impegnarsi per le pari opportunità. Nel giorno dedicato alle rivendicazioni femminili, il governo guidato da Giorgia Meloni sottolinea i progressi conseguiti, mentre l'opposizione grida al tradimento su una lunga serie di provvedimenti rimasti bloccati.

Meloni sostiene che l'8 marzo deve rappresentare un impegno quotidiano e non limitato a una sola data. La premier evidenzia come l'Italia abbia raggiunto livelli storici di occupazione femminile e promette di continuare a costruire un Paese dove le donne non debbano scegliere tra carriera, famiglia e realizzazione personale. Sulla stessa linea la sorella Arianna, responsabile della segreteria politica di Fratelli d'Italia, che celebra le donne che "lottano, guidano e resistono". Entrambe riconoscono però che "la strada da percorrere è ancora lunga".

Ben diverso il tono dei Cinque Stelle. Giuseppe Conte attacca direttamente, ricordando una serie di proposte bloccate dal governo: niente ai congedi parentali paritari, niente sostegno alle lavoratrici autonome, niente investimenti negli asili nido, taglio della misura Opzione donna e rifiuto del salario minimo. Chiara Appendino, ex sindaca di Torino, usa toni ancora più duri, descrivendo il governo come "feroce con le donne" e accusando Meloni di fare da "scudo rosa" a politiche che definisce sessiste e retrograde.

Ancora critico il Partito Democratico, che prova a voltare contro Meloni le stesse parole della premier. Chiara Braga, capogruppo alla Camera, sostiene che c'è "ancora molto da fare" ma propone un'agenda alternativa: una legge sul consenso, educazione all'affettività, parità salariale, investimenti in servizi per l'infanzia e congedo paritario. Parallelamente, la senatrice Francesca La Marca richiama l'attenzione sulla situazione delle donne iraniane, un tema su cui la politica italiana trova ampia convergenza.

La commemorazione raggiunge anche il Vaticano, dove Papa Francesco dedica una preghiera di solidarietà alle vittime di violenza durante l'Angelus. In questo modo, la giornata assume una dimensione che va oltre i confini nazionali, toccando questioni universali di libertà e diritti fondamentali. Lo scontro tra governo e opposizione rimane tuttavia lo specchio di una divergenza profonda su quale sia il vero cammino verso l'uguaglianza di genere in Italia.