Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha rilanciato il tema della parità di genere in occasione della celebrazione della Giornata Internazionale della Donna, svoltasi presso il Quirinale. A fianco del Capo dello Stato si trovavano la premier Giorgia Meloni, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli. Nel suo intervento, Mattarella ha ripercorso i progressi ottenuti dalle italiane a partire dal 1946, quando per la prima volta le donne furono chiamate alle urne per le elezioni della Costituente, segnando una cesura con decenni di esclusione politica.

Il riconoscimento storico non basta però al Capo dello Stato, che ha voluto sottolineare come il cammino verso la vera uguaglianza sia ancora lungi dall'essere concluso. Mattarella ha evidenziato come nel corso dei decenni passati la società italiana abbia perso risorse e talenti a causa della marginalizzazione femminile. Pur riconoscendo i passi avanti compiuti dalle istituzioni, il presidente ha sottolineato che il problema non riguarda solo figure di eccellenza isolate, ma milioni di donne che operano quotidianamente come lavoratrici, professioniste e madri di famiglia.

Il messaggio più incisivo del discorso riguarda il cambio di prospettiva richiesto dalla società: secondo Mattarella, non dovrebbe più essere richiesto alle donne di adottare modelli comportamentali tipicamente maschili per ottenere il riconoscimento delle loro competenze e capacità. Questa dinamica rappresenterebbe una perdita di valori e opportunità per l'intera comunità nazionale. Fino a quando questa mentalità persisterà, ha avvertito il presidente, continuerà a esistere una discriminazione strutturale.

Mattarella ha inoltre messo in luce i benefici economici e sociali derivanti da una maggiore inclusione femminile. Secondo il Capo dello Stato, una società che investe sulle donne diviene non soltanto più equa, ma anche più competitiva, innovativa e dinamica. I dati economici confermerebbero come il lavoro femminile comporti una crescita del prodotto interno lordo e un miglioramento complessivo della qualità della vita. Per questa ragione, ha concluso Mattarella, è fondamentale sostenere politiche che favoriscano la formazione femminile, le leadership al femminile, la maternità senza penalizzazioni professionali: questi sono i fattori strategici per il futuro dell'Italia.