Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, ha ribadito con forza che contrastare la criminalità organizzata non può essere responsabilità esclusiva delle istituzioni giudiziarie e delle forze dell'ordine. L'appello è arrivato nel corso del convegno 'Piemonte libero dalle mafie - Conoscere e contrastare il fenomeno mafioso', tenutosi a Novara, dove Cirio ha voluto enfatizzare il ruolo cruciale della società civile nel combattere questo flagello.

Il governatore piemontese ha posto l'accento sulla necessità di un impegno corale che coinvolga anche le giovani generazioni: «Questa è un'occasione concreta per agire tutti insieme, a partire dagli studenti presenti». Secondo Cirio, l'amministrazione regionale intende intensificare gli sforzi per facilitare il reinserimento nella comunità dei beni sottratti ai criminali mafiosi, trasformandoli in risorse per il territorio.

Tra le priorità indicate da Cirio figura il rafforzamento del sistema giudiziario regionale. La Regione sta infatti lavorando su specifici interventi, come quelli previsti per Ivrea, per dotare il settore della Giustizia di strutture e personale adeguati, ritenuti fondamentali per affrontare efficacemente il fenomeno.

Ma il messaggio più forte lanciato dal presidente riguarda il vero nemico della lotta alle mafie: l'indifferenza diffusa. Cirio ha avvertito che nessuno è al riparo da questo pericolo, poiché «chiunque può diventare vittima» della criminalità organizzata. Un monito che sottolinea come la consapevolezza collettiva e l'impegno consapevole siano armi essenziali per sconfiggere un male radicato nel tessuto sociale.