Giuseppe Conte torna all'attacco contro la premier Giorgia Meloni, accusandola di incoerenza nella campagna per il referendum sulla giustizia. Intervenendo al forum dell'ANSA, il presidente dei Cinque Stelle ha evidenziato come negli ultimi giorni l'esecutivo si sia mosso con particolare aggressività sul fronte referendario, moltiplicando gli appuntamenti televisivi e le iniziative pubbliche per sostenere la riforma costituzionale in discussione.

Secondo Conte, il cambio di registro di Meloni sarebbe particolarmente stridente. Fino a poco tempo fa, sostiene il leader pentastellato, la premier avrebbe condotto una campagna incentrata su una critica durissima nei confronti della magistratura, enfatizzando i casi più controversi per alimentare il dibattito pubblico. Un approccio, secondo Conte, completamente ribaltato negli ultimi giorni quando, tramite un video pubblicato online, Meloni avrebbe invece sostenuto che l'obiettivo non è affatto «combattere contro i giudici», bensì «consolidare la loro indipendenza».

Questa contraddizione rappresenterebbe, per Conte, un elemento grave sotto il profilo della credibilità politica. Il presidente del M5s ha posto retoricamente la questione: come può conservare autorevolezza una premier che assume posizioni diametralmente opposte a distanza di giorni? L'accusa sottintesa è quella di opportunismo politico e di incoerenza comunicativa, con l'intento di trovare volta per volta il messaggio più efficace a seconda del pubblico di riferimento.

Le critiche di Conte riflettono lo scontro politico più ampio sulla riforma della magistratura e sulla separazione delle carriere, temi su cui il governo Meloni sta investendo risorse significative in vista del voto referendario. Il M5s si posiziona sull'opposto versante della barricata, contestando sia il merito della riforma che le modalità con cui viene promossa dall'esecutivo.

La polemica odierna si inserisce in un quadro di tensioni crescenti tra maggioranza e opposizione su questioni istituzionali sensibili, dove la coerenza narrativa e la chiarezza sui principi diventano elementi cruciali del confronto politico.