I mercati energetici mondiali stanno attraversando una fase di estrema tensione. Il prezzo del greggio ha superato quota 100 dollari al barile, il gas naturale viaggia a 60 euro per megawattora e alla pompa il gasolio costa oltre 2,3 euro al litro. Cifre che fotografano una situazione complessa su scala europea, dove però l'Italia mantiene margini di manovra maggiori rispetto a quanto potrebbe sembrare a prima vista.

La differenza fondamentale tra i paesi europei è evidente: la Francia beneficia di un parco nucleare robusto che la tutela da oscillazioni eccessive, mentre gli Stati Uniti, primo produttore mondiale di petrolio, vive una dinamica completamente diversa. L'Italia, secondo Luca Squeri della commissione Attività produttive e responsabile energia per Forza Italia, non è in condizioni critiche dal punto di vista dell'approvvigionamento. "Dipendiamo dal gas, è vero, ma le nostre forniture provengono da fonti geograficamente diversificate", spiega l'esponente azzurro. Gas dall'Algeria, dall'Azerbaijan, dalla Libia e dagli Stati Uniti garantiscono quella molteplicità di canali che protegge il paese da rischi di interruzione legati ai conflitti in corso.

Per contenere l'impatto sui consumi e sulle tasche dei cittadini, il governo Meloni ha messo a punto un meccanismo di accise mobili, inizialmente introdotto nel 2023. Il sistema funziona in modo elegante: quando il petrolio sale di prezzo, l'Iva applicata al carburante genera maggiori entrate nelle casse dello stato. Questi proventi aggiuntivi vengono poi utilizzati per ridurre le accise, stabilizzando così il prezzo finale alla pompa. Nelle prossime ore il Consiglio dei ministri dovrebbe dare il via libera definitivo a questa norma, che rappresenta un tentativo concreto di schermare il mercato interno dalle volatilità internazionali.

Squeri riconosce però che la situazione rimane "grave in una scala di valori". La vera incognita è il fattore tempo: quanto durerà questa crisi energetica? Il petrolio subisce pressioni sia dal versante della produzione che da quello dei trasporti, una combinazione che genera incertezza. L'esperto ammette che il quadro potrebbe anche peggiorare, soprattutto se la situazione geopolitica e militare dovesse degenerare ulteriormente. Tuttavia, nel presente, l'Italia dispone degli strumenti normativi e della diversificazione delle fonti per evitare shock improvvisi nei prossimi tempi.