Un'affermazione che ha acceso il dibattito politico quella pronunciata da Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, durante una trasmissione televisiva andata in onda sabato scorso. Durante il talk show "Il punto" sulla emittente siciliana Telecolor, la dirigente ha dichiarato che qualora la riforma dell'ordinamento giudiziario non venisse approvata al referendum del 22 e 23 marzo, lei stessa abbandonerebbe il territorio italiano. Una dichiarazione che assume particolare rilevanza considerando che Bartolozzi è attualmente sottoposta a procedimento penale nel caso Almasri per presunte false informazioni.

Il contesto della discussione vedeva seduti al tavolo sia Bartolozzi che Ilaria Cucchi, senatrice di Alleanza Verdi e Sinistra, impegnate a dibattere sulla riforma della separazione delle carriere tra magistrati. Durante il suo intervento, Bartolozzi ha sostenuto che una magistratura rinata potrebbe attrarre investimenti stranieri e convincere i cervelli in fuga a rientrare in Italia. Quando un altro ospite ha messo in dubbio questa connessione, la capo di gabinetto ha controreplica affermando senza mezzi termini: "Io ho un'inchiesta in corso. Io scapperò da questo paese".

La frase è stata immediatamente ripresa sui social dalla senatrice Cucchi, che ha commentato duramente l'accaduto. Nel suo post Facebook, l'esponente dell'opposizione ha sottolineato come Bartolozzi avrebbe apertamente ammesso l'intenzione di sottrarsi alle indagini qualora la riforma non passasse. Cucchi ha contrapposto questa posizione alla sua vicenda personale, ricordando come ha attraversato oltre sedici anni di procedimenti giudiziari mantenendo fiducia nel sistema di giustizia italiano, nonostante i numerosi ostacoli affrontati.

La vicenda emerge in un momento particolarmente delicato per l'amministrazione Nordio. La maggioranza di centrodestra alla Camera sta infatti preparando un conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale contro la procura di Roma, che conduce le indagini nel caso Almasri proprio nei confronti di Bartolozzi. La battaglia sulla riforma giudiziaria si intreccia dunque con questioni di opportunità politica e giudiziaria, alimentando il dibattito pubblico sulla indipendenza della magistratura e sulla credibilità delle istituzioni.