Dichiarazioni che lasciano l'amaro in bocca quelle rilasciate sabato scorso dalla capo di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi, durante una puntata della trasmissione televisiva Telecolor, l'emittente siciliana. Nel corso di un dibattito affrontato insieme alla senatrice Ilaria Cucchi, la Bartolozzi ha utilizzato toni particolarmente accesi nel descrivere il ruolo della magistratura, arrivando a paragonarla a 'plotoni di esecuzione'. L'espressione emerge nel finale di uno scambio acceso tra le due ospiti della trasmissione.

Il confronto era stato innescato da una domanda della senatrice Cucchi, che aveva sollevato il tema delle priorità governative in materia di riforme giudiziarie. La senatrice aveva infatti chiesto ragione del focus strategico del governo sui procedimenti penali, quando le maggiori criticità, secondo il suo ragionamento, residerebbero piuttosto nel settore civile. La Bartolozzi ha risposto evidenziando come il procedimento penale impatti direttamente sulla vita dei cittadini, rovinandone la reputazione e destabilizzando gli assetti familiari, anche quando successivamente, magari dopo lunghi anni, emerge l'assoluzione.

Proprio durante questo passaggio della conversazione, la capo di gabinetto ha incrementato i toni critici verso l'istituzione giudiziaria, utilizzando un linguaggio che ha sorpreso per la durezza. La frase sui 'plotoni di esecuzione' appare in relazione al tema più ampio della giustizia penale, in un momento in cui il governo sta sostenendo campagne referendarie che puntano a modifiche significative del sistema giudiziario italiano.

Le dichiarazioni di Bartolozzi, alta responsabile all'interno del dicastero della Giustizia, riaccendono il dibattito già acceso circa i rapporti tra l'esecutivo e la magistratura. Le sue parole rappresentano una critica esplicita all'operato dei tribunali penali italiani, espressa con vocabolario non neutrale e carico di significati forti, in un contesto già polarizzato dalle battaglie politiche in corso sulla riforma della giustizia.