Continua a infiammarsi lo scontro politico attorno al referendum sulla riforma della giustizia. Al centro della tempesta mediatica di giovedì sono finite le parole di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, pronunciate durante una trasmissione su TeleColor, emittente siciliana. "Finché la sofferenza non ti colpisce personalmente non comprendi davvero cosa significhi", ha dichiarato Bartolozzi nel corso del dibattito, rivolgendosi a coloro che hanno avuto esperienze negative con la giustizia penale. "Invito i cittadini a votare sì per liberarci della magistratura, che agisce come plotoni di esecuzione".

Le affermazioni hanno generato immediate reazioni negative all'interno della coalizione di governo. Secondo quanto riferito da fonti della maggioranza, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe manifestato forte disapprovazione nei confronti della sua collaboratrice. Nel pomeriggio, i social network si sono riempiti di critiche provenienti dal Partito Democratico e dalla senatrice di Alleanza Verdi Sinistra Ilaria Cucchi, che era presente nella medesima trasmissione. I vertici di Avs, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, hanno chiesto pubblicamente le dimissioni della Bartolozzi, minacciando che diversamente dovrebbe essere il ministro Nordio a rimuoverla immediatamente.

Il contesto in cui si inseriscono queste dichiarazioni è quello del dibattito sempre più acceso sulla riforma giudiziaria. Nella stessa giornata, Meloni aveva diffuso un video dalla Camera nel quale ribadiva la posizione del governo, negando che una eventuale vittoria del no potrebbe indurre alle dimissioni dell'esecutivo. "Cercano di confondere le acque con slogan e informazioni distorte", aveva affermato la premier, sottolineando come il referendum fosse stato strumentalizzato da chi si oppone a una riforma che ritiene necessaria.

Giuseppe Conte, presidente del Movimento Cinque Stelle, ha colto l'occasione per attaccare duramente il governo, affermando che le parole di Bartolozzi rappresentavano in realtà la vera intenzione dietro la riforma voluta da Nordio, che Meloni cercherebbe di mascherare con un lungo video di giustificazioni. Il capo di gabinetto, che a fine febbraio aveva ricevuto una notifica di chiusura indagini per presunte false comunicazioni ai magistrati nel caso Almasri, ha tentato successivamente di chiarire la propria posizione, sostenendo che la riforma mira a restituire credibilità alla magistratura e che nella trasmissione aveva sottolineato come la gran parte dei giudici siano professionisti di eccellenza.

La dichiarazione di Bartolozzi ha di fatto deviato il fuoco della controversia dalle argomentazioni della premier verso una questione ancora più spinosa: il rapporto tra governo e potere giudiziario. L'episodio rischia di danneggiare ulteriormente la campagna referendaria del governo, fornendo ai critici della riforma un'arma retorica di notevole impatto emotivo proprio a pochi giorni dalla consultazione.