La magistratura italiana alza la guardia sulla qualità del dibattito politico ma decide di mantenere un profilo sobrio. La Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati ha diramato una nota ufficiale in cui prende posizione sulla crescente conflittualità con esponenti del mondo politico, precisando però di voler continuare a non rispondere direttamente agli attacchi ricevuti nelle ultime settimane.

Sebbene gli attacchi provengano anche da figure istituzionali di primo piano, i magistrati associati scelgono la strada della temperanza. Il riferimento è chiaro all'invito al dialogo sereno lanciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, un richiamo che l'Anm considera del tutto legittimo e opportuno in questo momento storico.

La nota sottolinea però un punto cruciale: i toni e le argomentazioni rivolte contro l'istituzione giudiziaria avrebbero raggiunto livelli che la stessa magistratura giudica inaccettabili. Per chi crede nella collaborazione rispettosa tra i poteri dello Stato, questa situazione rappresenta un campanello d'allarme su cui riflettere.

Malgrado questa preoccupazione di fondo, l'Anm conferma la propria volontà di non entrare in una spirale di reciproche contestazioni. La scelta strategica è quella di restare ancorata ai principi di indipendenza e autonomia, evitando polemiche dirette che potrebbero alimentare ulteriormente la tensione istituzionale già presente nel Paese. Un atteggiamento che rispecchia la richiesta di moderazione partita dal Quirinale.